“E ora giù le tasse per la classe media” –


Dagli insulti agli abbracci. Per tenersi il Texas nelle elezioni di Midterm del 6 novembre. Donald Trump vola a Houston in soccorso del candidato repubblicano al Senato, Ted Cruz, dopo che tra i due erano volati gli stracci due anni fa, quando alle primarie per le presidenziali The Donald bruciò l’uomo di punta del partito per poi conquistare la Casa Bianca. La sfida per il seggio al Senato in bilico, nello stato roccaforte dell’elefantino dal 1995, è troppo importante per non mettere da parte i vecchi rancori. Allora Ted, in passato definito «il più grande bugiardo di tutti i tempi», ora riceve la benedizione del tycoon. «Non è più Ted il bugiardo. È beautiful Ted, io lo chiamo Texas Ted», spiega il presidente dal palco mentre abbraccia caloroso il candidato, due anni fa tacciato di essere «peggio di Hillary».

Tutto dimenticato, compreso quel «codardo frignone» che per tutta risposta Cruz aveva rifilato al futuro presidente. La posta in gioco è alta. E Donald dimostra con il suo arrivo che l’endorsement del presidente, la sua discesa in campo, può fare la differenza. L’appuntamento è l’occasione per attaccare i democratici sul fronte immigrazione, proprio mentre lungo la rotta dal Messico agli Usa la carovana dei migranti conta la terza vittima, pare per problemi respiratori e disidratazione. Accusati di «incoraggiare milioni di alieni illegali a violare le nostre leggi e le nostre frontiere», i dem e i migranti sono un modo per rilanciare l’inno al nazionalismo contro il globalismo dei «corrotti e affamati di potere», appoggiati dall’opposizione. «Un globalista è una persona che vuole che il mondo vada bene, che francamente non si cura molto del proprio Paese. Sapete cosa sono io? Un nazionalista», dice il presidente mentre la folla urla «U-s-a». Poco prima di mettere piede in Texas, The Donald ha annunciato un nuovo taglio alle tasse. «Ridurremo le imposte per la classe media di circa il 10%, misura che voteremo dopo il 6 novembre», ha detto ricordando come «nessuno quanto Cruz» lo ha aiutato in questa missione, che stavolta, dopo quella pro-imprese, è rivolta alla classe media.

L’annuncio non è il solo assist lanciato a Cruz per sottolineare i propri successi. Trump canta vittoria per la notizia rivelata dal Wall Street Journal, cioè che la cancelliera Angela Merkel ha aperto al gas Usa, decidendo di cofinanziare la costruzione di un terminal di spedizione di gas naturale liquefatto da 500 milioni di dollari in Germania del Nord. Un altro punto per il tycoon, che da tempo accusa Berlino di essere ostaggio dell’energia russa.

Quanto alla decisione di ritirarsi dal trattato nucleare con la Russia, The Donald ribadisce di voler rafforzare l’arsenale nucleare Usa «finché non sarà effettivamente rispettato l’accordo. «È una minaccia contro chi volete. Include Cina, Russia e chiunque voglia giocare a questo gioco», dice mentre Wall Street è in perdita anche per lo scontro commerciale con la Cina e il suo consigliere per la Sicurezza nazionale John Bolton annuncia da Mosca che Trump vorrebbe incontrare Putin a Parigi l’11 novembre, per i 100 anni dall’armistizio della Grande Guerra.



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