Dubai, la principessa Latifa aiutata a fuggire da un’ex spia francese e da una ballerina finlandese


Se state vedendo questo video, non una buona cosa: o sono morta, o sono in una situazione molto, molto, molto brutta. La principessa Latifa bint Mohammad al-Maktoum, figlia del primo ministro e vicepresidente degli Emirati Mohammed bin Rashid Al-Maktoum, aveva lasciato una sorta di video-testamento prima di tentare la fuga dal Paese. La sua previsione pi fosca si avverata: di lei non si ha pi notizia da quando un gruppo di uomini armati l’ha prelevata dalla barca in cui si trovava, a largo dell’India, dopo che era riuscita a lasciare il Paese natale. Adesso un nuovo documentario della Bbc, Escape From Dubai (Fuga da Dubai), che andr in onda domani, getta nuova luce sulla vicenda e racconta come un’ex spia francese e a un’insegnante finlandese di capoeira l’abbiano aiutata a scappare, prima che venisse ritrovata dagli uomini di Dubai.

Latifa nel 2011 aveva contattato un imprenditore ed ex ufficiale francese della Marina, Herv Jaubert, perch aveva letto su internet che negli anni precedenti era scappato da Dubai verso l’India via mare dopo aver avuto problemi con le autorit. Jaubert ha raccontato alla Bbc che all’inizio non le aveva creduto: Le ho risposto: “Guarda, mi stai dicendo che sei la figlia dell’Emiro di Dubai, potrebbe essere una trappola e devo verificare”. Confermata l’identit, i due di si sono scritti per molto tempo ogni due, tre giorni prima di incontrarsi nel 2018. Poi nel 2014 Latifa ha conosciuto Tiina Jauhiainen, insegnante finlandese di capoeira che impartiva lezioni alla donna nella residenza reale e che diventa una delle sue migliori amiche. Anche lei stata coinvolta nel piano di fuga, che la ragazza ha preparato per 7 anni. Latifa era riuscita a mettere da parte 400mila dollari per organizzarlo.

Latifa al-Maktoum con Tina Jauhiainen (foto da
Latifa al-Maktoum con Tina Jauhiainen (foto da Detained in Dubai della Bbc)

Una mattina lei e Tiina Jauhiainen si sono incontrate per colazione, come avevano gi fatto spesso per rendere meno sospettose le guardie del corpo che controllavano la principessa, poi Latifa si cambiata di abito e d’occhiali, hanno guidato fino al confine con l’Oman e da l verso il mare. Quindi sono salite su un gommone che le ha portate in acque internazionali, dove Jaubert stava aspettando su uno yacht battente bandiera americana con il quale si poi diretto verso Goa, in India. La Bbc spiega poi di essere stata informata che alcuni giorni dopo la loro nave stata perquisita e Latifa stata sequestrata. Da allora non mai pi stata vista in pubblico, i suoi amici dicono di non avere pi sentito parlare di lei e il suo account su Instagram stato chiuso.

Disse che preferiva essere uccisa sulla barca piuttosto che tornare a Dubai — ha raccontato Herv — Non ho mai pi saputo dove sia. Sono molto preoccupato’. Latifa si era lamentata pi volte delle condizioni in cui era costetta a vivere nella prigione dorata di Dubai: Sono stata maltrattata e oppressa per tutta la vita— ha scritto un giorno a Jaubert —. Le donne sono trattate come subumani. Mio padre non pu continuare a trattarci cos. Nel video pubblicato a marzo, dopo la sua tentata fuga, Latifa aveva criticato l’ego del padre, dicendo che il video poteva aiutarla perch l’unica cosa di cui si preoccupa la sua reputazione.

I legali della principessa nei mesi scorsi avevano chiesto all’Onu di intervenire, convinti che Latifa bint Mohammad al-Maktoum sia ancora detenuta negli Emirati Arabi Uniti. Secondo Tiina Jauhiainen la principessa Latifa ha cercato di attirare l’attenzione internazionale sul caso mentre fuggiva in barca diretta in India, inutilmente: Mandava mail ai giornalisti, ma nessuno le ha risposto. Probabilmente nessuno le credeva. Era disperata, pensava che sarebbero andati a prenderla da un momento all’altro. Poco dopo il blitz che ha portato al suo sequestro. Contattato dalla Bbc, il padre di Latifa si rifiutato di commentare la vicenda, mentre una fonte vicina al governo di Dubai ha affermato che la principessa con la sua famiglia e sta bene.

5 dicembre 2018 (modifica il 5 dicembre 2018 | 13:15)

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