dieci destinazioni tra scheletri e fantasmi –


Ce n’è per tutti i gusti: dai borghi fantasma, alle rocce fantastiche che paiono mostri, alle cappelle decorate con ossa e teschi

BALESTRINO -LIGURIA – Questo borgo In provincia di Savona, è ormai un paese fantasma. Si trova a pochi chilometri dal piccolo comune omonimo ed è ormai completamente disabitato. I suoi abitanti sono stati costretti ad abbandonarlo tra il 1962 e al 1963 quando alcune frane hanno reso troppo pericoloso continuare a vivere nel piccolo centro. Oggi le case sono diroccate o completamente distrutte.

CRACO – MATERA – Fondato nell’VIII secolo a.C., il villaggio è oggi completamente abbandonato. Negli anni Ottanta una serie di movimenti franosi non controllabili e iniziati nei decenni precedenti hanno costretto gli abitanti ad abbandonare le loro case. Situato sulla sommità di una collina a 400 metri di altezza, il borgo ha un fascino speciale, tanto da essere meta turistica e set di numerosi film, tra cui “007 – Quantum of Solace” di Marc Forster.

PARCO DEI MOSTRI DI BOMARZO – VITERBO – E’ chiamato anche Sacro Bosco o Villa delle Meraviglie; si trova in provincia di Viterbo. E’ uno splendido giardino, ornato da sculture in basalto risalenti al XVI secolo. Peccato che queste opere siano davvero “da paura”: ritraggono animali mitologici e mostri di ogni genere. C’è anche una “casa inclinata”, tanto da provocare un vero senso di disagio quando ci si trova all’interno.

CATACOMBE DI PARIGI – Un lungo percorso sotterraneo ormato da chilometri di tunnel, con le pareti ricoperte dei teschi e delle ossa di circa 6 milioni di persone. In pratica è un immenso cimitero nelle viscere da città. Si esplora in piccoli gruppi guidati, tra macabre decorazioni e atmosfere davvero sinistre.

CAPPELLA DELLE OSSA – EVORA – PORTOGALLO – E’ lunga 18,7 metri e alta 11, ed è uno dei monumenti più noti dell’Algarve. Costruita nel XVI secolo, sarebbe affascinante da visitare se non fosse completamente tappezzata di scheletri umani e “decorata” con teschi e ossa. Lo scopo è didascalico: si propone di richiamare la mente sulla caducità delle cose umane. Insomma, un luogo da brivido.

PRIPYAT – UCRAINA – Un luogo davvero da paura: la città è stata completamente abbandonata nel 1986 dopo il disastro nucleare causato dall’esplosione del reattore della centrale di Chernobyl, situata ad appena 3 km di distanza. La contaminazione ha provocato anche la morte della foresta circostante, che oggi viene chiamata Foresta Rossa ed è ancora fortemente radioattiva. C’è persino un luna park fantasma.

CASTELLO DI BRAN – TRANSILVANIA – ROMANIA – Si trova nel cuore della Transilvania, arroccato su uno sperone di roccia all’interno di una stretta gola a pochi chilometri dalla città di Brasov. E’ considerato il castello di Dracula perché l’edificio potrebbe aver ispirato la descrizione del sinistro maniero nel romanzo di Bram Stoker. In realtà, storicamente il castello è stato di proprietà del principe Vlad III di Valacchia.

PRAGA – CIMITERO EBRAICO – Più che un luogo di paura è un posto di memoria e di grande dolore. La paura viene riflettendo sulla brutalità a cui può arrivare la mente umana. Questo immenso cimitero monumentale, splendido da visitare, è il grande memoriale dello sterminio subito dagli Ebrei durante la seconda guerra mondiale e anche in epoche precedenti. Un luogo in cui riflettere e interrogarsi.

BODIE – CALIFORNIA – Si trova est della catena montuosa della Sierra Nevada statunitense, nella contea californiana di Mono.ed è una vera città fantasma del Far West. Gli interni degli edifici sono ancora esattamente come sono stati lasciati, con tutto il loro contenuto: gli abitanti l’hanno abbandonata completamente nel 1942, ma la città ha iniziato a spopolarsi molto prima, quando si sono esaurite le miniere d’oro che l’avevano fatta prosperare.

ISOLA HASHIMA – GIAPPONE – L’isola è conosciuta con il nome di “Battelship Island” per la sua forma che ricorda la sagoma di una nave militare, Ora è un luogo spettrale, completamente disabitato da quando sono state chiuse le miniere di carbone nelle quali lavoravano i suoi abitanti.





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