Desirée, 12 ore di agonia e abusi –


È stata lasciata morire in 12 ore di agonia. Ai tre fermati per lo stupro e l’omicidio di Desirée sono contestate aggravanti pesantissime: quella della crudeltà, quella di avere abusato della minorenne in gruppo, di averle somministrato un cocktail di sostanze letali e di aver agito per motivi abietti. Per il procuratore aggiunto Maria Monteleone e per il pm Stefano Pizza i tre fermati (due senegalesi e un nigeriano) sapevano che quelle droghe avrebbero potuto uccidere la sedicenne.

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La avrebbero stordita e poi stuprata a turno. Accorgendosi che la ragazzina stava morendo, non solo non l’avrebbero soccorsa, ma avrebbero continuato ad abusare di lei. Poi, la avrebbero abbandonata, lasciandola morire. Un incubo durato un’intera giornata. Iniziato nel primo pomeriggio di giovedì, quando Desirée è andata nello stabile abbandonato a San Lorenzo per comprare droga, e finito 12 ore dopo, in tarda notte, con il decesso della ragazzina.

 

Non è ancora chiaro quanti siano i componenti del branco. Di sicuro, a violentare la minorenne c’erano quattro persone, ma potrebbero essere di più. Gli investigatori della Squadra Mobile stanno cercando gli altri componenti del branco.
 

Fondamentali per identificare gli aggressori, le dichiarazioni dei testimoni ascoltati ieri fino a tarda notte dagli inquirenti. Il primo fermo è scattato alle 23 di ieri, il secondo dopo l’una di notte. Il terzo aggressore è finito in manette questa mattina. Per loro, i pm hanno già chiesto la convalida del fermo. Ora, si attende l’interrogatorio di fronte al gip.


Giovedì 25 Ottobre 2018, 13:40 – Ultimo aggiornamento: 25-10-2018 14:54
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