Da Bearzot a Trapattoni, da Prandelli a Mancini, quando la Nazionale gioca in segno di solidarietà


Sar difficile che al c.t. Roberto Mancini, in visita ufficiale coi suoi azzurri a quel che resta del Morandi, non vengano in mente le centinaia di volte che ha attraversato quel ponte. Soprattutto quando era una stella della Samp. Sar impossibile che il suo pensiero – come quello di tutti – non vada a quelle vittime inconsapevoli, travolte dal crollo del 14 agosto scorso. Una presenza importante quella del Mancio e dei ragazzi della Nazionale che giocheranno proprio l contro l’Ucraina: al Ferraris di Genova questo mercoled dalle 20.45. Per stringersi a una citt che tante ne ha viste e sopportate. Fra le iniziative: trenta secondi di silenzio al 43 del primo tempo. Ma non solo: 100 ragazzi residenti nella zona di Sampierdarena sono invitati agli allenamenti della Nazionale e sono stati invitati 600 sfollati a seguire la sfida. In occasione dell’amichevole gli Azzurri, infine, indosseranno una maglia speciale con il simbolo di Genova nel Cuore. E’ una storia semplice quella degli Azzurri che presenziano sul luogo di una tragedia italiana, secondo principi, volont e impegni che fanno onore. Al nostro movimento calcistico, ai suoi protagonisti. E’ cos da molti anni: da quando si capito che il calcio, oltre che arena per moderni gladiatori senza gladio, pu essere davvero veicolo di solidariet e fratellanza. Una storia lunga, fatta di partite, di visite coraggiose e di gesti silenziosi.

Quella sfida dell’Olimpico

Il 25 febbraio 1981, a tre mesi dal tremendo terremoto che sconvolge l’Irpinia (nella sera del 23 novembre 1980, circa 3mila morti e decine di paesi devastati) si gioca all’Olimpico di Roma una stramba Italia-Resto d’Europa. l’amichevole voluta dalla Federcalcio per raccogliere fondi in favore della popolazione colpita dalla scossa. Piove e fa freddo: malgrado la grande partecipazione di stelle continentali come il danese Simonsen l’inglese Woodcock, lo jugoslavo Halilhodžić e il tedesco Hansi Muller, ci sono solo 12mila paganti per poche decine di milioni d’incasso. Un mezzo flop dal punto di vista economico, ma un grande gesto sotto l’aspetto etico e morale. E gli europei passeggiano sulla Nazionale di Bearzot 0-3…

Capobasso

Il 3 giugno 2003 la Nazionale di Trapattoni a Campobasso, il capoluogo di una regione ancora sconvolta dalla tragedia del 31 ottobre precedente, costata la vita a 27 bambini e ad un insegnante morti nel crollo della scuola elementare di San Giuliano di Puglia. La risposa della citt commuovente con oltre 20mila spettatori al Nuovo Romagnoli. Quella sera fra i cori, gli applausi e l’incitamento alla Nazionale (che macina la modesta Irlanda del Nord, 2-0) spicca uno striscione di ringraziamento per la Figc: In questa notte magica onorate la maglia in memoria degli angeli di San Giuliano. Grazie per la promessa mantenuta. Solo una partita s, ma sufficiente a far sentire la vicinanza di un paese intero.

Realt sportiva pulita

Il 14 ottobre 2013, in una bella mattina di sole gli Azzurri allenati da Cesare Prandelli si allenano allo stadio comunale Giarrusso di Quarto, campo della squadra nata in seguito alle sequestro della precedente da parte della magistratura per rapporti con un clan camorristico locale. La decisione ha un significato preciso: quello della solidariet della Nazionale italiana a una nascente realt sportiva pulita. Verr ricordato come l’allenamento sul campo anti-camorra. Foto e abbracci per tutti.

Ospiti

Ma c’ anche da segnalare chi giunto a Coverciano, ospite della Nazionale. E’ capitato il 4 giugno 2017 ai giocatori dell’Amatrice calcio, la squadra del paese devastato dal sisma del 2016. I ragazzi in rossoblu, fra pacche sulle spalle, abbracci e foto di rito, hanno fatto visita agli Azzurri di Gianpiero Ventura in una visita organizzata dalla Figc che aveva anche avviato una raccolta fondi solidale per riportare il calcio nelle zone colpite dal sisma. L’Amatrice era reduce da un campionato perso per un soffio e dalla bella vittoria, a Cantalice, in Coppa: contro il Cittaducale. A Coverciano non avrebbero trovato i bianconeri (Buffon, Chiellini, Barzagli…) assenti per la finale di Champions contro il Real. Potere della solidariet che abbatte le differenze.

8 ottobre 2018 (modifica il 8 ottobre 2018 | 15:36)

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