Crescono i falli e cresce il vizio degli arbitri di fare troppo spesso a meno della Var


Napoli-Roma affidata alla coppia Massa-Di Bello. Primo tempo con gol regolare della Roma e arbitraggio equilibrato. Al 55’ caduta di Dzeko in area: non è rigore, Massa è per la simulazione. Turno di campionato con gol in abbondanza, falli di gioco in crescita fin verso i 35/40 per gara, fuorigioco al minimo. A fine gara discussioni sull’uso della Var: qualche allenatore auspica un ricorso più diffuso alla tecnologia, per gli arbitri sembra confermarsi la tendenza di ridurre al minimo la verifica tecnologica. Del resto la massima lanciata anche in campo internazionale «la preparazione metterà gli arbitri nella condizione di utilizzare il meno possibile la tecnologia» sembra un augurio presuntuoso più che un traguardo scontato.

La Var è un mezzo per permettere di finire una partita non con un risultato ma con «il risultato vero» ripulito dagli errori umani; per ottenerlo serve una nuova mentalità arbitrale e protocolli cauti ma aderenti allo sviluppo convinto della Var. In Milan-Samp, senza Var, l’arbitro Maresca lascia giocare troppo, come d’abitudine, ma è severo e fulmineo nel mostrare il giallo per proteste. In Empoli-Juventus discutibile il comportamento di Calvarese che, dopo un braccio involontario di Bonucci, ne verifica con la Var la punibilità che giustamente non appare. Sorprende, invece, la decisione di concedere il rigore alla Juve, senza Var, dopo un contatto tra Bennacer e Dybala dalla incerta lettura.

28 ottobre 2018 (modifica il 28 ottobre 2018 | 22:46)

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