Ciclismo, la Milano-Torino: la stagione chiude col botto


Tra Lombardia e Piemonte, tra oggi e sabato, la stagione 2018 del ciclismo mondiale si chiude col botto con due grandi classiche e un autentico «monumento». Il cast dei partecipanti è di livello assoluto: a parte Froome e Thomas, ormai in letargo, e un esausto Dumoulin, la maggior parte dei big delle due ruote sarà in gara.

Da Magenta, alle porte del capoluogo lombardo, scatta la 99ª Milano-Torino, la più antica classica al mondo. Nata in tempi di proto-ciclismo (prima edizione nel 1876, vinse Paolo Magretti, celebre zoologo-esploratore e pedalatore), poi a lungo trascurata, la corsa organizzata da Rcs Sport torna all’antico splendore offrendo un finale vivacissimo con la doppia scalata conclusiva al Colle di Superga: cinque chilometri al 9% di media (uniti a un tracciato di 200 chilometri) la consacrano a passisti-scalatori di talento.

Contro il neo campione del mondo Alejandro Valverde parecchie star in gran forma: Uran (vincitore uscente), Moscon, Pinot, Alaphilippe, Adam Yates, Landa e Fabio Aru, che dopo la rinuncia volontaria alla maglia azzurra di Innsbruck torna, un po’ a sorpresa, capitano alla Uae Emirates per cercare buone sensazioni dopo una stagione disastrosa. «Sento tanta pressione sulle mie spalle – spiega il sardo, che qui fu terzo nel 2017 – ma parto con lo scopo di onorare la corsa e la maglia».

Poche ore di riposo e, domani, ecco il 102° Gran Piemonte, ovvero il vecchio Giro del Piemonte riveduto e corretto sull’asse Racconigi-Stupinigi. Percorso adatto alle ruote veloci (ma non sfavorevole ai cacciatori di classiche) e sfida aperta tra il campione olimpico Van Avermaet, Wellens, Valverde e una nutrita pattuglia di azzurri ancora a digiuno di successi tra cui Colbrelli, Modolo e Ganna.

Dopo un venerdì di meritato riposo, sabato arriva il gran finale col Giro di Lombardia — quinto e ultimo «monumento» stagionale — che festeggia la sua 112ª edizione sul tradizionale percorso Varese-Como, lungo 241 chilometri con quasi 4.000 metri di dislivello. Corsa durissima e sfida aperta tra Vincenzo Nibali (che l’ha vinta due volte, l’ultima nel 2017), Valverde (cui la gara piace e manca da morire in un palmarès infinito), i gemelli Yates, l’argento e il bronzo mondiale Bardet e Woods, Alaphilippe, Uran, Roglic, un Moscon in cerca di rivincite e, se le gambe risponderanno bene oggi, ancora Fabio Aru.

Ieri, intanto, antipasto di ottimo livello alla 98ª Tre Valli Varesine, conquistata dopo una volata a sette dal lituano Tom Skujins, alla prima vittoria importante in carriera, su Pinot e Kennaugh. Un Valverde per niente sazio dopo il trionfo mondiale e un Nibali in continua crescita di condizione si sono marcati strettissimi chiudendo a una manciata di secondi dai primi.

9 ottobre 2018 (modifica il 9 ottobre 2018 | 22:14)

© RIPRODUZIONE RISERVATA




http://xml2.corriereobjects.it/rss/sport.xml

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *