Borexino fotografa le reazioni che alimentano il motore del Sole



Per 10 anni ha scrutato all’interno del Sole dal suo punto di “osservazione” privilegiato, nascosto sotto 1.400 metri di roccia all’interno di una montagna dell’Abruzzo. Ora i risultati della collaborazione Borexino, fiore all’occhiello dei Laboratori nazionali del Gran Sasso dell’Istituto nazionale di fisica nucleare, hanno visto la luce in un articolo su Nature. Il lavoro pubblicato il 25 ottobre è la “fotografia” più dettagliata mai compiuta della catena di reazioni che alimentano il motore energetico della nostra stella, mentre trasforma l’idrogeno in elio producendo il 99% dell’energia che ci tiene in vita.

 

Oltre a individuare il passaggio di neutrini, particelle di massa piccolissima e prive di carica, abbondanti nell’Universo e capaci di attraversare indisturbati la materia – e la roccia – arrivando dritte dritte ai rilevatori, Borexino (leggi come funziona) ha la particolarità di studiarne lo spettro energetico, e capire in che fase della catena di reazioni solari sono stati creati.

Non disturbare. La sensibilità senza pari del rilevatore, che lavora in uno dei punti a più bassa radioattività del mondo, per evitare ogni tipo di interferenza, ha permesso di osservare simultaneamente e con una precisione mai raggiunta prima l’intera gamma di neutrini della catena protone-protone (o catena pp, la sequenza di reazioni nucleari nel nucleo solare avviata dalla fusione di due protoni). Ha cioè fornito ulteriori dettagli sul fenomeno dell’oscillazione dei neutrini, la trasformazione di queste particelle da una tipologia (“sapore”, nella terminologia della fisica delle particelle) all’altra. Lo strumento si è concentrato in particolare per lo studio dei neutrini a bassa energia, prodotti sulla superficie del nucleo solare.

 

«Con le misure di Borexino – commenta Marco Pallavicini, ricercatore dell’INFN e professore all’Università di Genova, co-spokesperson dell’esperimento – l’ipotesi di funzionamento del Sole tramite le reazioni nucleari della catena pp avanzata negli anni ’30 trova la sua definitiva consacrazione sperimentale.»

 


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