Baseball, World series tra Dodgers e Red Sox, l’eroe per caso è Braziers: da semidilettante al tetto del mondo


Che ci faccio qui?”, ha detto davanti al muro di giornalisti e telecamere delle televisioni di tutta America l’uomo normale con la barbetta da uomo normale e la pancetta da uomo normale che diventato, in una di quelle storie che farebbero innamorare chiunque dello sport pi americano di tutti, l’esordiente pi famoso del baseball a stelle e strisce. Le World Series che cominciano stanotte a Los Angeles che vedono i locali Dodgers giocarsi il campionato al meglio delle sette partite contro i Boston Red Sox hanno gi in partenza un eroe inaspettato: Ryan Brasier, texano, lanciatore di 1,83 m per 103 kg, debuttante a 31 anni dopo una carriera tra i semiprofessionisti e il Giappone (giocava nelle Carpe di Hiroshima).

La carriera

Da ragazzo era stato scelto dai Los Angeles Angels ma dopo qualche settimana il gomito aveva ceduto, tendine rotto, operazione, rieducazione, l’uscita dal giro che conta. E il purgatorio dei semiprofessionisti, dei “farm team” e dell’Asia. Fino alla telefonata ricevuta dai Red Sox sette mesi fa scarsi, quando era disoccupato in Texas, in un centro commerciale a fare la spesa con la moglie, dopo essere comparso inutilmente a uno “showcase” per gli osservatori della Major League in Arizona. I Red Sox lo portano in ritiro precampionato con loro, destinato a una squadretta di provincia, poi il nuovo allenatore Alex Cora – esordiente anche lui – d fiducia a quell’ex ragazzo serissimo che gioca, da matricola fuori tempo massimo, con la tranquillit di chi non ci sperava pi, in una chance simile.

La sfida impari

E allora ecco che ai playoff Brasier, il Carneade dallo stipendio al minimo sindacale (rinegozier quest’inverno, comunque vadano le finali) manda a casa la vecchia superstar dei New York Yankees CC Sabathia e il fenomeno degli Houston Astros Justin Erlander, quasi due metri di statura e 28 milioni annui di ingaggio, le copertine delle riviste di moda maschile e una compagna famosa nel mondo, la modella Kate Upton. “Che ci faccio qui?”, si chiesto a alta voe, forse pensando alla foto – malconsigliatamente postata da Upton che voleva far vedere quanto bravo il suo Justin – di Erlander che cucina a casa sua mentre i Red Sox si preparano alle World Series, foto diventata subito virale sui crudeli social media. Brasier su Twitter di follower ne ha tremila soltanto, ringrazia da ragazzo educato il piccolo marchio sportivo che gli ha mandato in regalo una polo da golf (non ha sponsor di alcun tipo), aspetta di entrare in campo a fare quello che Cora insegna ai suoi giocatori, “do damage”, “fai danni”, cio gioca alla morte ogni palla perch tanto poi dalla panchina si alzer qualcuno a sostituirti quando sarai stanco, il metodo con il quale ha asfaltato gli Yankees prigionieri delle loro star allergiche al turnover. E adesso Brasier ascolta ancora il mister che l’ha salvato dalla disoccupazione o da qualche altra squadra asiatica dai nomi assurdi, come in un film, come “Mr Baseball” con Tom Selleck. Le istruzioni per le World Series, alle star Rick Porcello e Chris Sale come a Brasier? “Vinci ogni lancio”, come se fosse facile: fidandosi dell’allenatore e dei compagni. Una squadra fatta quasi tutta di giocatori normali: ma il baseball il gioco dell’America e l’America, come disse Andrew Carnegie magnate e filantropo dell’Ottocento, stata creata da uomini ordinari capaci di fare cose straordinarie.

23 ottobre 2018 (modifica il 23 ottobre 2018 | 15:36)

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