Balata, messaggio a Gravina dopo la sospensiva del Consiglio di Stato –


ROMA – Prima o poi qualcuno metterà la parola fine all’incredibile vicenda del format della Serie B e dei relativi ripescaggi che intanto si arricchisce di una nuova, sorprendente, puntata. Il Consiglio di Stato, in via cautelare, ha accolto il ricorso della Lega di Serie B davanti al giudice monocratico, sospendendo l’efficacia dell’ordinanza del TAR del Lazio che, in attesa di entrare nel merito a marzo, aveva stabilito di riportare il torneo cadetto nuovamente a 22 squadre, bocciando tutti i provvedimenti del Commissario straordinario Roberto Fabbricini. Fissato inoltre l’udienza collegiale per il prossimo 15 novembre, quando i giudici dell’ultimo grado amministrativo entreranno nel merito del caso. 


LETTURA VICENDA. In realtà, già dall’ordinanza monocratica qualcosa la si intuisce, perché il CdS ha censurato le valutazioni del TAR Lazio e, relativamente al prosieguo dei campionati, posto in evidenza che si è giunti in una fase oramai avanzata delle competizioni ed il primario interesse da difendere consiste proprio nella regolarità dei suddetti tornei. Sarà, comunque, il prossimo mese, e non prima che, molto probabilmente, potrà essere messo un punto definitivo a una delle vicende più incredibili della recente storia del calcio italiano. Il decreto emesso ieri mattina dalla Quinta Sezione, intanto, ha scongiurato il nuovo blocco del torneo di B quando già era stato disputato l’anticipo della 9ª giornata (Palermo-Venezia 1-1, gara giocata venerdì sera). Ma ha anche impedito che il Consiglio Federale, il primo convocato dal nuovo presidente Gabriele Gravina per martedì, possa applicare l’ordinanza del Tribunale Amministrativo Regionale che ha sbriciolato tutti i Comunicati Ufficiali dell’ex Segretario Generale del Coni sentenziando che Fabbricini, come commissario straordinario, non aveva i poteri per modificare i format e bloccare i ripescaggi. Quest’ultimo aspetto, tra l’altro, è uno dei punti salienti della strategia della Lega: i ripescaggi sono una facoltà e non un obbligo e, comunque, non possono ledere chi la categoria se l’è guadagnata sul campo. Ecco perché Balata e le sue società stanno puntando con vigore e compattezza alla “cristallizzazione” del torneo che, iniziato il 24 agosto, è ormai arrivato a fine ottobre quando un ritorno a 22 sarebbe un danno certo per le attuali 19 iscritte che si riterrebbero lese nei loro diritti.

ROTTURA TOTALE. Questa tesi ha portato alla clamorosa rottura con la nuova governance della Figc che non solo non ha appellato la decisione del TAR, ma nella costituzione in giudizio ha assunto comportamento processuale favorevole al ritorno al vecchio format tanto osteggiato dalle società cadette che pure avevano sostenuto Gravina in Assemblea Elettiva a inizio settimana. Ha suscitato stupore anche l’uscita di scena dal pool di avvocati federali del professor Giulio Napolitano, sostituito nella circostanza da Luigi Medugno, storico difensore della Federazione che, profeticamente, lo scorso 7 settembre, dinanzi al Collegio di Garanzia del Coni presieduto da Franco Frattini aveva auspicato una ricomposizione che evitasse un disastro.

BALATA PREMIATO.  «Il Consiglio di Stato va nella stessa direzione di quasi tutte le decisioni giudiziarie degli ultimi mesi – ha sottolineato Balata, premiato ieri sera a Ostia con la “Stella al merito sociale 2018” – Il bene primario da garantire è la prosecuzione del campionato. Io credo che il presidente Gravina, che è persona di grande cultura e che stimo, dovrà escludere dall’ordine del giorno del prossimo CF l’ordinanza del Tar, ormai superata. Se le decisioni federali dovessero essere diverse da quelle espresse dai principi giuridici affermati anche oggi, le società associate subiranno ingenti danni di cui dovranno rispondere i responsabili». Ma Gravina ha già fatto sapere che la Figc non violerà alcuna legge e che il Consiglio Federale si atterrà alle decisioni degli organi preposti dopo il Decreto legge 115/2018 che ha portato tutte le liti sportive pendenti dinanzi al Tar del Lazio.



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