Assange sollecitato a pubblicare email su Hillary attraverso un collaboratore del consigliere di Trump


Non si fermano le indiscrezioni a proposito delle indagini del procuratore speciale sul Russiagate Robert Mueller a proposito dei contatti tra i consiglieri di Trump e Julian Assange, il fondatore di WikiLeaks, sulla cui piattaforma sono state pubblicate le email della National Democratic Committee, il comitato direttivo del partito democratico, considerate un’arma utilizzata da Trump per vincere le elezioni. Il team del procuratore speciale del Russiagate Robert Mueller ritiene che Jerome Corsi, autore di teorie cospirazioniste, abbia informato con mesi di anticipo Roger Stone, consigliere informale di Donald Trump nella campagna presidenziale, dell’intenzione di WikiLeaks di diffondere migliaia di imbarazzanti email del partito democratico per danneggiare Hillary Clinton.

Lo scrivono i media Usa, citando documenti dell’inchiesta. Documenti che comprendono uno scambio di email tra i due nell’estate del 2016, inclusa la richiesta di Stone a Corsi – suo collaboratore di lunga data – di entrare in contatto con Julian Assange, il fondatore di Wikileaks, e ottenere le email su Hillary. La richiesta fu passata ad un individuo straniero, identificato da Corsi in Ted Malloch, un accademico basato a Londra, considerato vicino all’esponente britannico anti europeista Nigel Farage, gi interrogato da Mueller. Corsi, che ha rifiutato una offerta di collaborazione da parte di Mueller, ha sostenuto con i media di non aver mai avuto contatti con Assange e che le sue erano solo deduzioni, non informazioni di prima mano.

Mercoled poi l’ex manager della campagna presidenziale di Donald Trump, Paul Manafort, ha negato categoricamente la notizia pubblicata del Guardian su un suo incontro con Assange. totalmente falso, ha fatto sapere Manafort in una nota precisando di non aver mai incontrato nessuno di WikiLeaks. L’ex manager della campagna presidenziale di Trump e Assange, secondo il Guardian, si sarebbero incontrati nella primavera del 2016 nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra, oltre che nel 2013 e nel 2015. Manafort ha lavorato per Trump da marzo ad agosto 2016 ed stato incriminato dallo speciale procuratore Robert Mueller, nell’ambito dell’inchiesta sul Russiagate, ovvero sulle interferenze di Mosca nelle presidenziali Usa. Manafort avrebbe inoltre mentito all’Fbi, infrangendo l’accordo patteggiato dopo l’ammissione di colpevolezza. Pochi mesi dopo il faccia a faccia tra Manafort e Assange, Wikileaks ha pubblicato le email hackerate alla National Democratic Committee, il comitato direttivo del partito democratico. L’intelligence Usa ha attribuito a Mosca l’hackeraggio ai danni dei democratici. Manafort stato ritenuto colpevole di 8 capi d’accusa che vanno dalla frode fiscale a quella bancaria.

Intanto il fondatore di WikliLeaks – ancora rinchiuso nell’ambasciata ecuadoriana a Londra – ha lanciato una raccolta fondi per intentare una causa legale contro il Guardian e ha bollato come totalmente falsa la notizia di un incontro con Manafort.

29 novembre 2018 (modifica il 29 novembre 2018 | 10:39)

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