Arabia Saudita-Brasile 0-2. In gol Alex Sandro –


ROMA – Cinque stelle sul petto, ad indicare le Coppe del Mondo vinte nel corso della storia, qualcuna in meno in campo, col solo Neymar inconfutabilmente di categoria superiore. A dimostrazione che, anche in Brasile, la patria del talento, la fantasia e il futbol bailado, i ricambi generazionali sono sempre rischiosi e non sempre chi viene poi è in grado di ricalcare le gesta di chi c’era prima. Certo, Tite presenta una squadra ampiamente rimaneggiata e le scarse motivazioni, che da sempre sono il motore di questo sport, possono far sì che si parli di una gara equilibrata per quella che fino ad una ventina di anni fa avrebbe imposto l’uso del pallottoliere al fine di fornire con certezza il risultato finale. Al King Saud University Stadium di Riyad, la rappresentativa verdeoro vince 2-0 contro una modesta, ma orgogliosa Arabia Saudita, con una rete in chiusura di primo tempo ed una al 96′. Alex Sandro, in campo fino al triplice fischio finale, sfrutta nel miglior modo possibile la chance concessagli dal ct, mostrandosi sicuro nella linea difensiva a quattro e tenendo a bada le scorribande di un pur ispirato Al-Bishi, recriminando per una trattenuta subita all’interno dell’area di rigore saudita e togliendosi la soddisfazione di segnare la sua prima marcatura in Nazionale.

Un’incessante, solenne, melodia araba proveniente dalle tribune dello stadio fa da soporifera colonna sonora ad un match già non particolarmente divertente di per sé. Il “Tarab“, cioè l’interpretazione musicale che suscita un rapimento estatico nell’ascoltatore, deve aver contribuito in maniera non marginale ad annebbiare le idee della Seleçao, slegata, svogliata, impacciata. Il solo Neymar, a tratti, prova ad accendere la luce, spesso con azioni personali mal concluse, dopo pregevoli discese palle al piede. Il terzetto offensivo dell’Arabia Saudita, ad ogni modo, dà del tu alla sfera e dai loro piedi nasce più di una sortita che mette in difficoltà il pacchetto arretrato brasiliano, Ederson compreso. A due minuti dal riposo, tuttavia, sale in cattedra il fuoriclasse del Psg che, dopo una serpentina sulla trequarti, regala a Gabriel Jesus il gol dell’1-0 e, al tempo stesso, scippa i padroni di casa di un pareggio che sarebbe stato a dir poco meritato. Nella ripresa, la selezione verdeoro “illude” il mondo, partendo fortissimo e provando a chiudere subito la partita, trascinata dal solito “O’Ney”, fermato dal palo, e da un Alex Sandro che inizia a carburare anche nella metà campo avversaria, mettendo in mezzo un paio di palloni interessanti, sui quali, però, nessun compagno trova la zampata giusta. Poi, il Brasile cade nuovamente preda dell’intensità agonistica araba, che va vicina all’1-1 con Al Faraj Al Dawsari. La girandola di cambi tipica delle amichevoli internazionali e il cooling break di metà tempo contribuiscono a rallentare i ritmi mai particolarmente elevati, ma ci sono due attori in attesa di recitare un piccolo ruolo da protagonisti: prima il Var, all’85’, che costringe l’arbitro, l’olandese Makkelie, a mandare sotto la doccia Al Owais, poi il terzino della Juventus che, ad una manciata di secondi dal triplice fischio finale, corregge in rete di testa l’angolo battuto da Neymar, fissando di fatto il risultato sul 2-0.



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