Ancelotti chiede al Napoli il coraggio per fermare il trio super del Psg: «Non sono imbattibili»


Ritrova Parigi, dove la luna di miele si era interrotta bruscamente nonostante lo scudetto vinto nel 2013 dopo diciannove anni di astinenza. Carlo Ancelotti che della capitale francese ha apprezzato la bellezza, l’ambiente e anche la cucina prelibata, oggi sfida in Champions League il Psg, con il piglio da napoletano doc. Da un altro orizzonte e con prospettive diverse avrà di fronte una squadra che, paradossalmente, ha una fisionomia molto simile a quella che fu la sua: tante star gestite in sintonia e soprattutto le vittorie.

Il giovane Tuchel ne ha collezionate dieci su dieci in Ligue1. Con il dettaglio non trascurabile di 36 gol fatti e solo 6 subiti. Imbattibile? Per Re Carlo nessuna squadra lo è. «Hanno un potenziale incredibile davanti — ha detto l’allenatore del Napoli alla vigilia – ma la gara contro il Liverpool ha dato anche a noi tanta consapevolezza. Dobbiamo mostrare tutte le nostre qualità contro avversari candidati a vincere la Champions». Il coraggio non gli manca e su questo aspetto fa leva. «Chi non ne ha può stare a casa — ha aggiunto —. Ce ne vorrà tanto, serviranno anche applicazione e concentrazione».

Se stasera al Parco dei Principi rivoluzionerà ancora la formazione non è un particolare che Ancelotti è felice di anticipare. Cita il Liverpool, certo. Il sospetto che schieri la difesa a tre (con Maksimovic, Koulibaly e Albiol) c’è tutto ma lui ovviamente depista: «La strategia contro il Psg sarà diversa. Gara importante, ma non decisiva». Una piccola bugia, questa, che gli va perdonata. Sa molto bene Re Carlo che il girone è difficile e al Parco dei Principi il Napoli si presenta sì da primo in classifica ma con la consapevolezza che i 180’ con il Psg saranno fondamentali per il passaggio del turno. Sbagliare, dunque, non si può.

Thomas Tuchel (Ap)
Thomas Tuchel (Ap)

Tuchel ha una macchina da gol con Neymar, Mbappé e Cavani ed è deciso a riprendersi il primato. Il rispetto per gli avversari però è sacrosanto. «Il Napoli ha molta qualità, giocatori come Insigne e Hamsik che possono fare la differenza in qualsiasi momento. Dovremo essere pazienti e intensi. Loro giocano insieme da anni, hanno automatismi». Aurelio De Laurentiis ha seguito l’allenamento della sua squadra a bordo campo, stasera conta di stringere la mano al suo ex matador Cavani. Al quale lancia un ulteriore amo, dopo il turbillon delle voci di mercato dell’estate scorsa. «Il giorno in cui deciderà di ridursi lo stipendio sarà il benvenuto a Napoli. Ci sono tanti tifosi ad aspettarlo, ha tutte le porte aperte e saremo pronti a riabbracciarlo. È nel mio cuore».

Il presidente del Napoli non ha perso l’occasione di rispondere alle sollecitazioni sull’inchiesta di Report sui rapporti tra la Juventus e i gruppi ultrà. Lui che allo stadio San Paolo è bersaglio continuo di cori e striscioni. «Ricevo insulti da sempre, scoprirete un giorno di cosa si tratta. Noi siamo informati da 14 anni, dovreste fare domande al ministro dell’Interno e ai suoi predecessori».

Poi il campo: «Sarà una partita a scacchi. Pensata e meditata, con le idee chiare», sorride De Laurentiis e strizza l’occhio al suo allenatore.

23 ottobre 2018 (modifica il 23 ottobre 2018 | 23:29)

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