Alcune cose che abbiamo imparato sui funghi


Proliferano nel corpo umano, nel frigorifero, tra i ghiacci antartici e nel suolo contaminato, nell’aria, nei deserti di sale, nel pane che lievita. Nutrono il corpo e alterano le coscienze, trasformano i rifiuti in carburante e gli insetti in zombie, permettono agli alberi di sopravvivere alla siccità. I funghi sono cruciali per la Terra, ma ancora poco conosciuti. A fare il punto sulla loro incredibile varietà è uno studio internazionale curato da oltre un centinaio di ricercatori da 18 diversi Paesi, lo State of the World’s Fungi.

 

Il rapporto pubblicato il 12 settembre e coordinato dal Royal Botanic Gardens Kew, un’istituzione di ricerca botanica di Richmond, Regno Unito, mette in luce alcune informazioni interessanti sulle 144 mila specie di funghi e muffe catalogate finora.

 

Un po’ di cifre. Secondo l’analisi potrebbero essere 3,8 milioni le specie di funghi presenti sul Pianeta, ma il 90% di esse è ancora del tutto nuovo per la scienza. Ogni anno se ne descrivono circa 2000, ma solo 56 specie rientrano nella Lista Rossa della IUCN (l’inventario delle creature minacciate di estinzione), contro 25 mila vegetali e le 68 mila animali. Almeno 350 specie sono consumate come cibo, e sono 216 quelle di cui si sono accertati gli effetti allucinogeni.

 


Un fungo piuttosto velenoso che somiglia a un cervello: è la Gyromitra esculenta. | Shutterstock

Tipi adattabili. La loro varietà ha dello straordinario. Ne sono stati trovati in Antartide in suoli contaminati da diesel, nelle croste di sale dei deserti cileni e nell’equivalente delle cellule renali di alcuni scarafaggi tropicali. Costituiscono un regno a parte, più vicino a quello animale che a quello vegetale, e nelle loro pareti cellulari sono state rintracciate sostanze chimiche presenti anche in quelle di granchi e aragoste.

 


Il fungo Lichenomphalia altoandina, di recente scoperta, cresce tra le croste di sale dei deserti del Cile. | Royal Botanic Gardens

Amici (o assassini). Alcuni – ricorda poi il rapporto – sono estremamente utili. Al di là dei lieviti o della penicillina, si pensi ai funghi mangia-plastica o a quelli capaci di tollerare alti livelli di radiazioni, che potrebbero essere usati per ripulire suoli contaminati.

 

Proviene dai funghi l’acido itaconico usato per confezionare alcune parti di plastica presenti nelle auto, certe gomme sintetiche e i mattoncini di Lego. Alcuni prodotti derivati dai funghi possono rimpiazzare particolari materiali da costruzione. Allo stesso tempo, sono i funghi i principali responsabile delle massicce morie di anfibi o della distruzione di larghe fette di vegetazione.

 

Appena agli inizi. Quello offerto dal rapporto non è che un piccolo scorcio del panorama che una più vasta conoscenza dei funghi potrebbe aprire. Le analisi del DNA ambientale e le stime calcolate sulla proporzione funghi-altri viventi in ambienti che conosciamo bene ci dicono che, per descrivere tutte le specie di funghi esistenti con i ritmi mantenuti finora, servirebbero almeno altri 1000 anni.

 


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