25 negozi, addio insegne storiche –


L’offensiva è stata lanciata quasi in sordina. Zitti
zitti, in punta di piedi, i cinesi stanno conquistando il Vomero.
Commercialmente parlando, il 2018 è veramente stato
l’anno del Dragone: nella sola zona collinare si contano oggi
almeno 25 negozi di grande superficie. Un boom che nasconde una
precisa strategia di grandi investimenti.

GLI INVESTIMENTI
Sia chiaro: in un’economia sana, non inquinata e liberamente
concorrenziale, nulla di male c’è nel guadagnare fette
di mercato. Eppure un dubbio resta: com’è possibile
che vengano movimentati capitali anche ingenti (per farsi
un’idea basta dare un’occhiata ai costi di un affitto
mensile per locali commerciali al Vomero) senza destare un
sospetto? Il mondo imprenditoriale cinese è in espansione, e
si vede. La vera notizia – oggi – è che dopo essersi
impiantati stabilmente in aree a vocazione industriale della
città come quella compresa tra Poggioreale e Gianturco,
quell’impero economico inizia a divorarsi fette importanti di
Arenella e Vomero, che con Chiaia restano le
«locomotive» commerciali di Napoli. Sabato scorso a due
passi da piazza Muzii è stato inaugurato l’ultimo
megastore; centinaia e centinaia di metri quadri fino a prima
dell’estate occupati da una nota catena di supermercati
nazionale. Viene da chiedersi, allora, come mai una vera e propria
holding della grande distribuzione debba capitolare e, al suo
posto, arrivi un’anonima società orientale. I negozi
cinesi al Vomero-Arenella sono tanti, come documentano anche le
immagini che vedete in pagina. La fioritura di magazzini che
trasformano anche la zona collinare in una succursale della
Chinatown di Gianturco è tale da determinare persino una
concorrenza «interna». È cosa nota che
l’apertura di un fornitissimo punto vendita nella
centralissima via Bernini – a soli pochi passi da piazza Vanvitelli
– ha finito per determinare la chiusura di un altro ipermercato,
ovviamente cinese, in via Kerbaker. Insomma, à la guerre
comme à la guerre.

LA RISTORAZIONE
Inutile dire, poi, che l’espansione che sa di invasione del
mercato cinese a Napoli non risparmia nemmeno il settore della
ristorazione. La nouvelle vague del gusto dettata dal
«fenomeno sushi» ha imposto ai vecchi ristoranti che
servivano anatre laccate a buon mercato e riso alla cantonese hanno
dovuto riciclarsi. L’effetto è che, dietro le insegne
di locali che dovrebbero servire piatti della cucina nipponica alla
fine ci sono sempre loro: i cinesi. E anche da questo punto di
vista al Vomero è tutto uno spuntare di locali. 

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Lunedì 22 Ottobre 2018, 22:59
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