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KPMG rischia ripercussioni gravi sulla sua reputazione: la societ di revisione dei conti ha accusato il partner responsabile delle attivit del gruppo a Los Angeles, in California, di avere passato informazioni confidenziali su alcuni dei suoi clienti a soggetti terzi, che poi hanno presumibilmente usato le informazioni stesse per attivit di insider trading.

La divisione americana di KPMG ha cos licenziato il partner stesso il cui nome, Scott London, rimasto sconosciuto per molte ore e comunicato le dimissioni in due societ sulla base che l’indipendenza del gruppo stata compromessa.

“Quest’individuo ha violato le politiche e le restrizioni rigorose della societ tradito la fiducia dei clienti e dei colleghi e agito deliberatamente con mancanza di rispetto nei confronti della cultura della professionalit che vige da tempo in KPMG”, recita una nota diffusa dal gruppo.

Sebbene KPMG non abbiamo fatto i nomi delle societ di cui non intende pi essere revisore, indicazioni sono arrivate dal mercato. Herbalife, il gruppo di integratori alimentari, ha detto di avere ricevuto le dimissioni di KPMG. Il titolo della societ gi al centro di una lotta tra hedge fund sul suo futuro stato sospeso dalle contrattazioni ancora prima del suono della campanella a Wall Street ed ha poi iniziato ad essere scambiato nuovamente segnando un calo dell’1,3%. A poco pi di un’ora dalla chiusura dei mercati, il titolo cedeva il 4,48% in scia anche alla bocciatura di uno degli analisti finora pi ottimisti su Herbalife.

Anche il titolo del produttore di scarpe Skechers, stato sospeso dalle contrattazioni “in attesa di notizie” ma dopo un’ora e 20 minuti circa di scambi, quando segnava un rialzo dell’1,72%. Inizialmente non stato chiaro se il caso Skechers fosse legato allo scandalo KPMG, ma poi ne arrivata conferma.

La societ di revisione vede appannarsi la sua reputazione, cosa non da poco nel settore. Il Financial Times ricorda il collasso di Arthur Andersen, revisore di Enron, la multinazionale americana operante nel campo dell’energia fallita nel 2001 aggiudicandosi il primato di pi grande bancarotta nella storia americana. Sul mercato sono rimaste PwC, Deloitte, Ernst Young e KPMG ma alcuni legislatori, gi all’epoca del caso Andersen, avvertirono: c’ il rischio che altre societ si macchino di simili scandali. Gli ultimi anni lo hanno dimostrato. Resta da capire se KMPG gi protagonista di uno scandalo di evasione di tasse negli Stati Uniti in passato oggetto di indagini da parte delle autorit competenti.

A pochi giorni dall’assemblea annuale dei soci, in calendario il 6 marzo, Qualcomm può contare sull’appoggio di uno dei suoi più grandi investitori nel respingere le avance più volte respinte giunte da Broadcomm. La rivale di Singapore punta a prendere il controllo, con una maggioranza semplice, del consiglio di amministrazione del produttore Usa di microprocessori avendo candidato sei persone. Così facendo, Broadcom sarebbe in una posizione di forza per portare avanti un takeover da 142 miliardi di dollari (debito incluso), il più grande di sempre nel settore tecnologico. Intanto, sull’asse Washington Bruxelles montano le preoccupazioni per l’operazione.

Originalità e prezzo giusto, uniti alla disponibilità di investire, non solo denaro ma anche tempo. Sono questi gli ingredienti essenziali per le aziende agroalimentari italiane che vogliono andare alla conquista di mercati stranieri. Parola di Lorenzo Zurino, fondatore e Ceo di The One Company, società che fornisce sostegno alle società dell’agroalimentare del nostro Paese che intendono trovare sbocchi o aumentare la loro penetrazione nel mercato americano. Di origini sorrentine, ma trapiantato tra Milano e New York, Zurino ha parlato ad America24 a margine di “Food and restaurants for tomorrow”, convengo ospitato alla Casa Italiana Zerilli Marimò della New York University.

Dopo avere riacceso venti di guerre commerciali, Donald Trump ha rispolverato l’idea di una tassa sulle importazioni già ventilata all’inizio del suo governo. Essa rischia di aumentare la tensione con i partner commerciali degli Stati Uniti, già sul piede di guerra in vista dell’introduzione di dazi su acciaio e alluminio e successivamente all’entrata in vigore lo scorso gennaio di tariffe su pannelli solari e lavatrici. Il 45esimo presidente americano che tanto si è vantato dei record messi a segno dagli indici a Wall Street nel 2017 (migliore anno dal 2013) e a gennaio, sembra infischiarsene del sell off che le sue iniziative protezionistiche stanno causando.
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