ugg roslynn Ho incontrato Wim Wenders

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Me ne rendo conto, quasi impossibile. Vi chiederete “ma come cazzo si fa a incontrare in due giorni prima lynch e poi Wenders a Palermo??”. Non lo so, per successo. La vita mostruosamente incredibile quando si ci mette e a me successo. Sabato pomeriggio avevo avuto la possibilit di incontrare David Lynch. Bh che ci vogliate credere o no. stamattina ho incontrato Wim Wenders. Proprio lui, in carne ed ossa, nel centro di Palermo, precisamente nella piazza dei Quattro Canti. Non mi sono trasferito ad Hollywood, la pura e semplice verit Succede che per una vita cresci nel mito di alcuni autori, vedi tutti i loro film, leggi tutte le loro interviste, collezioni le videocassette e le locandine e poi e poi nel giro di due giorni li incontri tutti e due. A Palermo! E successo, successo, ho le prove fotografiche.

Wenders, il grandissimo regista tedesco, a Palermo da un paio di settimane, per girare un film che credo si chiamer “Palermo Shooting”. L protagonista un belloccio cantante tedesco, una specie di rockstar che qui del tutto sconosciuta, ma che in Germania va per la maggiore. Giorni fa era apparso sulla pagina cittadina di repubblica la notizia che Wenders aveva girato una scena con questo cantante davanti al grande palazzo delle poste, in centro, e dei turisti tedeschi si era fermati sbalorditi vedendo il loro idolo musicale attaccato ad un lampione per necessit di trama.

Cazzo ho visto Wim Wenders non riesco a pensarci Insomma per me Wenders cosa ben diversa da Lynch, onestamente. E una questione affettiva, di film che ho nel cuore. Io con Wenders e i suoi film ci sono cresciuto. Con i suoi film ho capito che cosa era il cinema. Per me i film erano film, erano semplici trame, fino a quando non ho visto “Cos lontano, cos vicino”, nel Natale del 1993. Il seguito di “Il cielo sopra Berlino”. Ho visto l del bianco e nero e l del colore in uno stesso film, l dove la scelta fotografica non era semplice elemento descrittivo, ma serviva a dire quando gli angeli protagonisti entravano in scena. Il colore non era pi solo sintassi, punteggiatura della trama, ma semantica, contenuto vero e proprio. Il taglio dell non era pi solo elemento descrittivo, ma elemento narrativo. E ho capito che una stessa scena se la fai con la camera a mano o se la fai con il carrello hanno un senso diverso. Ho scoperto che il cinema un linguaggio, ancora prima che una tecnica. E ha regole, come la vita. E all di quelle regole, rispettandole, puoi trasfromare anche il reale, con un atto creativo. ma la creativit possibile solo se le regole le conosci e le comprendi. Ho scoperto tanto. Ho scoperto Wenders.

Ho scoperto Wenders e l amato. e attraverso di lui mi sono innamorato del cinema. I due film su Berlino, ma anche tanto altro. Ho amato perdutamente Nastassia Kinsky in “Paris,Texas”, film Palma d a Cannes, secondo me meraviglioso. Lei pi che meravigliosa, cos dolce, cos sola, cos fragile ed unica. E “Fino alla fine del mondo”, con William Hurt e la splendida colonna sonora degli U2. Un film lungo, fors estenuante, sulla forza dei sogni e sulla fine del mondo. O forse su un mondo che gi finito da anni. E ancora prima, avevo visto “Lo stato delle cose” e “Nel corso del tempo”. E “L americano”. E “Lisbon Story”. e “Buena Vista Social Club”, grandissimo, splendido documentario su Cuba e sulla sua grande cultura. Forse il miglior film per capire Cuba che cosa per davvero.

E oggi l visto l visto per strada, con la sua troupe, che girava. Ho sentito alcuni della RAI che parlavano della scena che stavano girando: c il protagonista che attraversa la piazza, stanco e sta male, si siede per terra e in quell ha la sensazione di vedere la morte che scende dal palazzo di fronte; si ferma e si fermano anche le comparse che attraversano la piazza. Stanno fermi un secondo, il tempo del passaggio della morte, e poi ognuno riprende il suo percorso, la sua strada. Ho gi la curiosit di vedere sta scena al cinema.

Stamattina ero andato al rettorato, che in centro citt perch mi servivano dei documenti per il dottorato di ricerca. Cos sono andato ad aspettare ore ed ore dietro una serie di porte ed uffici per chiedere informazioni. Poi, finita la trafila, mi sono rimesso in macchina e ho attraversato il traffico del centro, diretto alla Facolt di Psicologia. Improvvisamente arrivo ad un ingorgo, vedo una ragazza con il megafono e mi rendo conto di essere bloccato a causa di una manifestazione studentesca. Mi metto il cuore in pace e inizio a camminare a passo di lumaca, fino a che non arrivo alla piazza centrale e invece di ragazzi vedo una serie di teloni bianchi e cineprese. Con la testa comincio a guardare a destra e a manca. e lo vedo! Wenders, Wim Wenders lui!

Naturalmente ho mandato il resto della mattinata all ma chi se ne importa. Son stato un e mezzo per strada, in piedi con tanti altri turisti e comparse, guardando il maestro che girava. Cos tranquillo lui, cos serio, ma anche scanzonato direi. Vestito comodissimo, con una giaccona con mille tasche, pantaloni pieni di carte e scarpe da tennis. Capelli lunghi e grigi e occhiali inconfondibili. Ripensavo al mio viaggio di quasi 10 anni fa a Berlino e all provata vedendo la statua d dell della vittoria, che il simbolo dei due film sugli angeli tra Berlino Est e Berlino Ovest.

Son stato l a guardarlo, poi vedendo che in un momento di pausa la gente gli andava a chiedere gli autografi, mi sono fatto avanti anche io. Lui era tranquillo, sorridente con tutti. A tutti stringeva la mano e a tutti diceva grazie. A me forse mi aveva gi adocchiato, perch era da un e passa, che stavo nel marciapiede di fronte a fargli foto col cellulare. Mi ha stretto la mano. La mano destra. Questa stessa mano che sta scrivendo sulla tastiera ora. E mi ha fatto l

Di pi non solo l Mi ha anche fatto il disegno dell dell della vittoria, in modo stilizzato. L dell vittorioso, l dove Bono Vox cantava “Stay”. Gi Wim Wenders devo anche questo. l fatto conoscere non solo la forza dell cinematografica, ma anche la musica degli U2.

E tutto cos incredibile io lo scrivo e non ci credo non ci credo ma cos Son fermo a casa e guardo questo fogliettino con un nome, un cognome e uno schizzo a penna, semplicissimo, che per me vale un capitale. qui. davanti a me tra le mani Lo metter in un quadretto e lo appender in camera e poi un giorno sar nel mio studio nella casa che mi far con Simona. e un giorno lo regalar ai miei figli.

Oggi il 15 Ottobre 2007. Ed uno dei giorni pi importanti della mia vita.

E invece d in poi ce l proprio con te: come ti permetti d tutte queste personalità senza invitare nessun altro? Le vuoi tutte per te per carpire i segreti dei loro film? Ho capito, domani prendo il primo volo volo e vengo lì, tanto i post dei prossimi giorni saranno incontrato Michael Mann incontrato Martin Scorsese incontrato Kim Ki Duk (no, questo sarebbe troppo!).

Scherzi a parte, della visita di Wenders avevo letto qualcosa circa le riprese del suo ultimo film che m parecchio proprio perché girato nel belpaese. Chissà. Un saluto

Ti fai tuo autogvafo in cambio di strisceta depilatovia dela mia estetista e autogvafo di mio ex che cevto a te sta molto simpatico; natuvalmente pavlo di pvesidente di confindustvia.

Mi chi cu spero che la mia prnuncia non si sia persa in Val Padana): ))))))))))))! Ma pensaci un pò su non aprire un tipo paparazzo? Guadagnano bene! Unico problema volte prendono botte: )))). Domenica, voglia il Cielo, migliaia di palermitani si girano le palle per tutto traffico e mandano tutti a quel paese. Per carità, domenica non uscire di casa )

Caro Toniuzzo, penso che avrai ancora altre occasioni per incontrare Wenders. Credo infatti che resterà ancora per diversi mesi perchè, tra l dispone di un notevolissimo finanziamento. Per quanto ne so ha anche intenzione di utilizzare gente del posto, quindi se ti dai da fare potresti provare a far parte del film anche tu.

Mi farebbe veramente piacere per te. Pare anche che sia la musica che la fotografia dovrà essere molto particolare. Del resto ha sempre scelto fotografi di primissimo piano.

Il fatto che tu operi in ambiente medico potrebbe aiutarti. Wim è figlio di medico e ha studiacchiato un po di medicina.

Cari amici, mi rendo conto che in effetti tutti sti incontri speciali sembravano strambi e oltremodo paradossali. il fatto che si sarebbe generata un di ilarità lo avevo messo nel conto, e in effetti così è stato ok. ci può stare. vi capisco

Volevo solo dire, però, che più ci penso, più mi rendo conto che ieri è stato davvero un giorno speciale. un giorno che ricorderò per sempre. un incontro davvero importante. Può sembrare stupido magari, ma la verità è che (ci crediate o no) a Wim Wenders io devo davvero tanto. Devo l per il cinema, devo l per la musica rock (o almeno per un certo rock), devo probabilmente anche la scelta della psicologia. Direte voi questo? Si. tutto questo. perchè quando a 16 anni non c nulla che ti vada bene e trovi improvvisamente un autore che sembra parlare a te, che sembra fare i film per dire le sensazioni che stai provando tu, allora finisce che te ne innamori. E quando poi il caso vuole che questa persona te la incontri per strada, dici un semplice ma la verità è che non sai tu stesso di quante cose ringraziarla. Io non so per quante cose dovrei ringraziare Wenders. sono sinceramente tantissime. So solo che questo incontro non lo dimenticherò mai.
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