ugg boots italia I candidati dell’Arci alle elezioni politiche

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In questo preciso momento nel mondo sono 67 gli Stati coinvolti in conflitti e circa 780 i diversi ‘eserciti’ sul campo, comprensivi di forze armate ‘regolari’, milizie, guerriglieri, gruppi terroristi, separatisti, anarchici. Ogni volta che decidiamo di parlare di qualcuna di queste guerre stiamo implicitamente decidendo di sottacere le altre, di comporre una sorta di ordo pietate nei confronti delle vittime. Eppure tutte producono caduti, perseguitati, martiri, in numero sempre maggiore tra i civili piuttosto che tra appartenenti ad altre divise.

Pubblichiamo una loro breve presentazione, con l’indicazione della lista e dei collegi in cui sono candidati

Nella prossima legislatura la saldatura fra il populismo antisistema, il neo liberismo e le destre xenofobe e neo fasciste, potrebbe creare le condizioni per una pericolosa deriva anti costituzionale. Serve una presenza di sinistra in Parlamento, che abbia un legame con le forze sociali impegnate nella tutela e nella promozione dei diritti, e che si ponga l’obiettivo di ricostruire un’area politico culturale ampia e plurale. Per questo ho accettato la proposta del Presidente Grasso di candidarmi nelle liste di Liberi e Uguali da indipendente, come esponente della società civile, per portare in questa campagna elettorale e poi, speriamo, in Parlamento, l’impegno e l’esperienza maturata in tanti anni di militanza nell’Arci, prima come volontario e poi come dirigente.

Ritengo importante che qualcuno si assuma la responsabilità di contrastare la diffusione che oggi hanno i sentimenti di rancore e di paura, riportando il dibattito su un terreno di razionalità e coerenza con la Costituzione e con i valori che contraddistinguono una democrazia. Democrazia sempre più fragile anche a causa dell’astensionismo crescente, che si combatte solo rimotivando le persone, ridando credibilità alla politica e offrendo una prospettiva di cambiamento reale.

Il mio impegno in questa campagna elettorale sarà quello di contribuire a sconfiggere l’egemonia della destra, ripartendo dai territori e ridando centralità alle persone e ai loro diritti,
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come ho imparato a fare nell’Arci.

Le destre hanno conquistato uno spazio enorme nel dibattito pubblico, costruendo la loro identità politico culturale sull’odio verso lo straniero, fomentando paure ingiustificate e rabbia.

In questa campagna elettorale bisogna, con coraggio e fermezza, investire sulla tutela dei diritti dei migranti e delle minoranze, sul ruolo delle organizzazioni sociali e delle Ong, sulla necessità di introdurre lo ius soli, per citare solo alcune delle questioni che vanno affrontate.

Una campagna elettorale con Liberi e Uguali, dunque, per molti e molte e non per pochi, per dare più forza ai diritti, alla giustizia sociale e alla solidarietà e per rilanciare i principi della nostra Costituzione.

Michela Faccioli, presidente Arci Verona, candidata per LeU alla Camera nel collegio Veneto 2 03 Verona Rovigo

Dopo una lunga quanto noiosa dissertazione se quella ‘e’ fosse una declinazione al femminile o solamente una congiunzione, ecco Liberi e Uguali, declinazione e pure congiunzione di due parole ambiziose, evocative e rivoluzionarie (per ora manca la terza, la Fraternità, non sia mai che si inneschi un serrato confronto tra fratellanza e sorellanza, con improvvide degenerazioni fratricide e, ovviamente, ‘sorellicide’).

Dunque libertà: quella che emancipa le persone da uno stato di costrizione e consente loro di sviluppare appieno la propria personalità (non certamente la libertà impersonata da un Corrado Guzzanti urinante nella Casa delle Libertà berlusconiana).

Dunque Uguaglianza: quella che consente a ogni persona un livello adeguato di benessere e di pari opportunità.

Dunque art. 3 della Costituzione: Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale () compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana ().

Non è infatti rimandabile il rinverdimento, dopo il benefico affossamento della deforma renziana,
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della Costituzione materiale oltreché di quella formale, scritta. Sento l’esigenza che Liberi e Uguali si occupi innanzitutto della politica sociale, in particolare del diritto universale alla salute: pochi anni fa ci scandalizzavamo che due milioni di nostri connazionali rinunciassero alle prestazioni sanitarie, oggi che sono circa dodici milioni è ancor più intollerabile, come inaccettabile è la crescente povertà. Andare alla radice delle parole ‘Libertà’ e ‘Uguaglianza’ significa guardare alle cause dell’ingiustizia sociale e porvi rimedio.

Il nostro obiettivo non è solo riunire le componenti diffuse della sinistra, ma soprattutto essere utili, cambiando verso a questo mondo al rovescio perché, in effetti, siam mica qui a fare la permanente ai cocker a Verona e a Rovigo sono candidata dopo un certo Pier Luigi Bersani.

Massimo Cortesi, presidente Arci Lombardia, candidato per LeU alla Camera nel collegio di Albino (valli bergamasche)

Candidarsi nel collegio di Albino (che comprende le valli bergamasche Brembana, Seriana, Cavallina, Calepio e il basso Sebino), dove la sinistra non ha mai avuto numeri importanti, può sembrare un atto di pura testimonianza, invece è un atto voluto, teso a (ri)costruire una presenza che sappia dare risposte diverse ai bisogni esistenti.

Risposte diverse da quelle attuali che amplificano le paure e minano la coesione sociale. Parlo di ricostruire una presenza perché la sinistra, seppur minoritaria, per molti anni ha avuto un ruolo importante in questi territori sia durante la Resistenza che dopo, quando ‘si scendeva’ per lavorare nelle grandi industrie del milanese. Questo migrare faceva acquisire informazioni e formazione che poi si riportavano nella comunità costruendo culture. Almeno fino alla fine degli anni ’80 dello scorso secolo. Poi la sinistra è arretrata, il predominio della Democrazia Cristiana è stato preso dalla Lega. La sinistra ha snobbato il fenomeno, nonostante il mondo operaio si spostasse sempre più verso quella parte. E pian piano anche l’associazionismo è arretrato, sempre più percepito come strumento da ‘usare’ che non come realtà con cui co progettare da parte del pubblico.

Dunque la sinistra deve rimettersi buone scarpe e tornare ‘sulle montagne’ e nelle periferie, rimettersi in ascolto e dare risposte. I bisogni sono tantissimi, si veda la mancanza dei ‘medici di famiglia’ che mette in difficoltà una popolazione molto anziana,
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l’altissimo tasso di abbandono scolastico e il penultimo posto in Lombardia per laureati e diplomati, l’incapacità di mantenere la montagna viva, un sistema di infrastrutture che scoraggia le imprese ma anche i lavoratori pendolari, un continuo consumo di suolo e un inquinamento sempre più opprimente.

E la mia candidatura è l’inizio di un progetto che vuol dar corpo ad una società per molti e non per pochi.

Federica Porfidi, consiglio direttivo Arci Terni e Umbria, candidata per LeU al Senato nel collegio Umbria 1

Ho accettato la candidatura con Liberi e Uguali perchè sento che il nostro paese sta rischiando di sprofondare in un baratro e questo mi fa paura. Da oltre venti anni lavoro nella mia regione, l’Umbria, nell’ambito del sociale con la nostra associazione, l’Arci. Mi sono sempre occupata dei temi che ci stanno a cuore: l’associazionismo, il welfare, la tutela dei diritti. L’ho fatto in carcere in primo luogo, poi con i migranti, con i senza casa, nel movimento pacifista e in quello femminista, in quello antifascista e antirazzista. Mai come oggi ho avuto la sensazione che queste nostre idee, i nostri valori, le nostre parole d’ordine siano ‘controcorrente’, anzi addirittura ‘pericolose’, idee da pazzi per così dire. Ho avuto anche la sensazione che alcuni nel nostro campo, per non essere troppo ‘controcorrente’ abbiano pensato che fosse il caso di abbassare la voce, smettere di urlarle, di cantarle, queste nostre idee, iniziando quasi a bisbigliarle o magari a parlarne sotto voce, tra di noi, quando non ci sente nessuno.

Qualcuno se le è anche dimenticate,
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qualcun altro le ha persino rinnegate. Si sta diffondendo progressivamente nel nostro paese un sentimento di controriforma, dirigista, gerarchico, militarista e vagamente neofascista.

Ciò che maggiormente mi fa paura è che a contrastare questa tendenza non ci sia in Parlamento una forza politica capace di contrapporsi in maniera netta, facendo da argine o ribaltando magari questo stato delle cose, proponendo un nuovo patto di comunità.

All’assemblea di dicembre di Liberi e Uguali ho incontrato tante e tanti che hanno voglia di tornare ad impegnarsi e a dire con chiarezza le cose giuste, che credono nella nostra stessa idea di società, basata sui diritti del lavoro, più equa ed eguale, più aperta e moderna, più accogliente e libera. Per questo ho deciso di impegnarmi e di mettermi a disposizione con forza e convinzione per questo progetto, perché spetta ad ognuno di noi rialzare la voce, rimettere insieme tutti quelli che non ci stanno, ricostruire un luogo dove potersi incontrare e dare forza, per tornare ad indicare all’Italia la strada giusta.

Giorgio Crana, presidente Arci Asti Langhe Roero, candidato per Potere al Popolo alla Camera nel collegio Cuneo 2

Il 4 marzo sarò candidato al collegio uninominale di Alba per Potere al Popolo, la mia scelta di accettare questa nuova sfida, che per me va oltre la data delle elezioni, è il fatto che questa esperienza dovrà essere in grado di costruire sul nostro territorio un gruppo in grado di lavorare nel futuro. Abbiamo capito che è tempo di unirci per provare a cambiare. Per noi le prossime elezioni non sono un fine bensì un mezzo attraverso il quale uscire dall’isolamento e dalla frammentazione, uno strumento per far sentire la voce di chi non è rappresentato, e generare un movimento che metta al centro realmente i nostri bisogni.

Perché Potere al Popolo? Noi ribaltiamo l’ordine del discorso: è necessario difendere i nostri diritti attraverso la cacciata degli interessi privati dai settori fondamentali dell’economia. Credito, scuola, sanità, acqua, energia,
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trasporti devono essere pubblici, gestiti dai lavoratori per soddisfare i loro bisogni e non secondo la logica dei grandi profitti. ora di organizzare una risposta popolare adeguata: bisogna rispondere alla radicalità dell’attacco padronale con una radicalità uguale e contraria. Solo una mobilitazione sociale dal basso può invertire il declino lungo il piano inclinato della sconfitta e della rassegnazione.