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Prima di tutto precisiamo che una grattatina ogni tanto ci sta nel nostro gatto: esattamente come ogni tanto durante la giornata noi ci grattiamo in testa o da qualche altra parte, ecco che anche per il gatto qualche occasionale prurito è normale.

Non è normale invece quando il prurito è tale che il gatto passa l’intera giornata a grattarsi o un punto preciso o tutto il corpo, si sfrega di continuo contro gli oggetti per grattarsi, perde il pelo a chiazze, ha alopecia, pelo rarefatto e spezzato, presenta aree di dermatite arrossate con talvolta croste, sanguinamento, pus e via dicendo. In questo caso direi che è piuttosto evidente che c’è una patologia che sta scatenando prurito nel gatto e che va indagata.

Le cause di prurito nel gatto sono tantissime, si va da quelle più comuni che ben potete immaginare a quelle più gravi e rare. Le più comuni cause di prurito nel gatto sono:

allergia alle pulci

rogna otodettica (gli acari delle orecchie per intenderci)Il gatto che si gratta normalmente si accanisce in maniera particolare su testa e collo (di solito, ma non sempre, indice di ) o sulla groppa (di solito, ma non sempre, indice di allergia al morso della pulce).

Il gatto che ha prurito comincerà a grattarsi con vigore le zone interessate, causandosi lesioni da autotraumatismo per colpa degli artigli. Questo è molto importante da tenere in considerazione per diversi motivi:

ferendosi da solo con gli artigli, ecco che anche una lesione che con i batteri non c’entrava nulla, potrebbe complicarsi con una sovrinfezione batterica

continuando a ferirsi, il gatto non solo peggiora la lesione iniziale (talvolta si creano dei veri e propri disastri), ma ritarda la guarigione. Una ferita che avete faticato per settimane per far chiudere, può riaprirsi e riacutizzarsi con un solo colpo d’unghia,
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facendovi ricominciare tutto da capo

a volte è difficile capire la causa primaria della lesione in quanto il gatto grattandosi l’ha più che complicata

Per quanto riguarda la localizzazione del prurito e delle lesioni da grattamento, può essere indicativa del tipo di causa, ma non specifica. Mi spiego meglio. Prendiamo il caso molto frequente di prurito indotto dagli acari nelle orecchie. Il gatto comincerà a grattarsi furiosamente prima di tutto le orecchie, ma man mano che il problema continuerà perché magari il gatto non viene portato subito a visita, ecco che le lesioni si sposteranno intorno alle orecchie, arrivando anche sul collo. In questi casi di solito il proprietario si focalizza solo sulle lesioni sul collo, non pensa alle orecchie e quando gli viene diagnosticato un problema di acari alle orecchie la prima reazione è sempre: “Impossibile, lui si gratta il collo, non le orecchie”. Beh, le orecchie se le grattava qualche settimana fa, adesso il problema è andato oltre.

La dermatite atopica e alimentare di solito inizialmente danno problemi a testa e collo, ma sul muso ci sono da segnalare anche le reazioni avverse al morso di zanzara, oltre al fatto che se il problema persiste per settimane si estenderà anche al resto del corpo.

Le pulci, queste sconosciute

Oltre all’ e all’otoacariasi, una delle cause di prurito più diffuso nel gatto è di sicuro l’allergia al morso della pulce. Vale la pena spendere due parole in più su questo argomento:

se il vostro veterinario vi dice che il gatto ha un’allergia al morso della pulce, per favore, non prendetela come un’offesa personale. “Ma il mio gatto non ha le pulci!”, questa è la risposta indignata che il 99% dei proprietari dà a questa diagnosi, sembra quasi che non gli piaccia e che vogliano a tutti i costi un’altra causa scatenante. Questa risposta è seguita inevitabilmente da “Se lo dice lei”,
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come se non si fosse convinti, ma allora perché portare il gatto dal veterinario che vi fa una diagnosi immediata quando poi decidete di non credergli per chissà quale motivo? Preferivate che vi dicesse che il gatto aveva un linfoma della pelle?

l’allergia è alla saliva della pulce, quindi magari il gatto ha una pulce addosso, quindi diventa difficile vederla correre fra il pelo. Normalmente si vedono le feci delle pulci, i punti neri. Anche qui, per favore, evitiamo scene di scetticismo “Ne è sicuro?”. Diciamo che quando il veterinario non è sicuro di una cosa ve lo dice subito, ma quando invece ne è certo magari sarebbe carino credergli e non mettere in dubbio ogni sua singola parola

“Il mio gatto vive sempre in casa: impossibile che prenda le pulci”. Non mi stancherò mai di ripetere che possiamo portare in casa noi le pulci e le uova con le scarpe e i vestiti: dopo 48 ore che la pulce si è nutrita, comincia a deporre le uova ed ecco che comincia l’infestazione della casa. Se un gatto ha una pulce addosso, ce ne saranno dieci in casa. Ciò non significa che non badate all’igiene, assolutamente non è questo il senso: è che il ciclo vitale delle pulci è questo, non ci si può fare nulla

Cosa fare in caso di prurito nel gatto

Se il gatto mostra un prurito intenso e ostinato, sarebbe il caso di farlo vedere da un veterinario ai primi segni di alopecia e di rossore, magari evitando di arrivare al punto in cui il gatto è tutto scorticato, sanguinante e senza pelo. Lo dico per voi: curare un prurito all’inizio è una cosa, curarlo quando è complicato da sovr implica che ci metteremo tantissimo a farlo guarire.

In caso di prurito del gatto, evitate il fai da te e di somministrare farmaci a casaccio: magari la causa del prurito non è quella a cui state pensando e date dei farmaci inutili. Portate il gatto dal veterinario che cercherà di stabilire la causa del prurito e di instaurare l’iter diagnostico e terapeutico più indicato per il vostro problema. Evitate poi di mettere pomate, pomatine, lozioni se non espressamente indicato dal veterinario: in media il gatto sentendo qualcosa sul pelo, si gratterà ancora di più,
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peggiorando la situazione.

La dottoressa veterinaria Manuela risponderà volentieri ai vostri commenti o alle domande che vorrete farle direttamente per email o sulla pagina Facebook di Petsblog. Queste informazioni non sostituiscono in nessun caso una visita veterinaria.