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ROMA Cento anni fa finiva la Prima Guerra Mondiale e a Vittorio Veneto, nel Trevigiano, va in scena la “Eroica 15 18 Marathon”, la 42 km in edizione unica per rendere omaggio ai luoghi della Grande Guerra. Esattamente l dove si segn la conclusione del conflitto. L con la partenza per il 18 marzo, in quella che dal 1918 conosciuta come la “Citt della Vittoria”, per poi spingersi a Revine Lago, Cison di Valmarino, Follina e Tarzo, i piccoli borghi dove il mondo ha riafferrato la libert e dove oggi si respira soltanto quiete davanti a scenari da fotografare.

A guardarla cos Vittorio Veneto fredda cartolina d la quinta essenza della pace, con le Dolomiti dipinte di neve sullo sfondo, il fruscio delle acque del fiume che scorrono leggiadre attraverso il centro storico di Serravalle, le facciate delle case un po annerite, quasi a non voler ostentare una bellezza che le renderebbe perle uniche. E silenziose appaiono le colline che disegnano il profilo della vallata fino a Follina e oltre, tra i saliscendi ricamati di vigneti del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore. Eppure proprio qui si sono scritte alcune delle pi dolorose pagine del Novecento. Luoghi disseminatati di memorie che abbiamo l di non dimenticare.

Anche l dell “Eroica 15 18 Marathon” a Vittorio Veneto, teatro della battaglia che mise la parola fine al conflitto nell 1918. Il percorso cittadino si snoda attraverso le localit di Ceneda, Meschio e Serravalle (dove furono allestiti tre ospedali militari dopo la disfatta di Caporetto), tocca la Loggia del Cenedese che ospita il Museo della Battaglia e numerosi palazzi storici che divennero sede dell comando della VI Armata austro ungarica durante l

Superata la stretta di Serravalle, si prosegue lungo tracciato delle retrovie austroungariche, seguendo la tratta ferroviaria a scartamento ridotto che trasportava munizioni e materiali da Vittorio Veneto verso Pieve di Soligo e il fronte del Montello. Si avanza lungo la vallata dei laghi di Revine e Lago giungendo a Tovena, punto strategico di comunicazione tra le retrovie del Grappa e quelle del Piave.

Memoria, colline e monumenti: i luoghi della “Eroica 15 18 Marathon”

Il percorso costeggia poi l Flik 52 di Tovena e continua verso Mura e Cison di Valmarino, splendido borgo dominato dal maniero di Castelbrando che fu residenza di ufficiali e luogo di ricovero dei feriti provenienti dal fronte. Si entra quindi a Valmareno, dove furono accampati il 56 Fucilieri, e in successione a Follina affiancando la bellissima Abbazia di Santa Maria (lo storico monumento fu raggiunto da alcuni colpi di cannone che ne sfondarono il tetto e fecero crollare parte del lato orientale della chiesa). Usciti dal centro abitato si costeggia il Sacrario Austro Ungarico di Follina che nasce durante l austriaca della Vallata nel novembre del 1917. Oggi in questo cimitero militare riposano oltre ottocento soldati di Austria, Ungheria, Cechia, Germania, Polonia, Slovacchia, Romania, Bosnia Erzegovina, Croazia, Slovenia, Ucraina ed Italia.

Il rientro nel circuito della maratona in quota, lungo il crinale morenico che collega le localit di Zuel di Qu Zuel di L Reseretta, Resera, Tarzo, con ampi panorami sulla Valsana e i suoi laghi e ridiscende dolcemente attraverso Colmaggiore, Revine, Longhere e Serravalle per giungere in Piazza del Popolo a Vittorio Veneto con l in corrispondenza del monumento ai Caduti di Augusto Murer.

Vediamo ora i dati tecnici della gara. Per i primi 5 km si affronteranno dolcissimi saliscendi, si sale poi con pendenza dolce ma costante fino al nono chilometro. Seguono altri leggeri saliscendi fino al 21 chilometro. Da qui ci sono circa 2,5 km di leggera discesa fino a Follina e poi fino al 26 ancora dolci saliscendi. Al 26 km inizia la “salita dell impegnativa considerando che si presenta a met gara: circa 100 metri di dislivello in 1,5 km. Si prosegue con 2 3 km di leggeri saliscendi e dal 31 km in poi le salite lasciano spazio quasi solo a discese fino al traguardo. Il dislivello totale di circa 600 metri positivi e altrettanti negativi.

Oltre alla “Eroica Marathon”, il 18 marzo prenderanno il via anche l “Eroica 15 18 Half Marathon” e la “Coop Eroica City Run” da 7 km. E anche il resto dell sar all del running nella provincia di Treviso: domenica 25 marzo si corre la 15esima edizione della “Treviso Marathon” (Campionato italiano individuale master) con partenza e arrivo a Treviso. Domenica 14 ottobre 2018 appuntamento invece con “La Mezza di Treviso”, una tra le nove mezze maratone italiane ad aver ricevuto dalla Federazione la classificazione “Silver” per il 2017.

Come sempre, “Turista per corsa” non solo running. Tolte le scarpe da corsa e indossata la medaglia al collo, il momento di esplorare un territorio che offre colline ricamate di vigneti del Prosecco Superiore Docg, piccoli borghi incantati e tracce di cultura e dell che porta la firma, tra gli altri, dello scultore Canova, del Cima da Conegliano, grande maestro del Cinquecento, del Palladio e del Tiziano. A Vittorio Veneto il centro storico di Serravalle una piccola perla, con il fiume che scorre tra palazzi antichi e il santuario di Santa Augusta che lo domina dall L importante centro storico della citt quello di Ceneda con il Castello di San Martino (oggi dimora vescovile), la cattedrale, la cinquecentesca Loggia del Cenedese. Merita una visita il Museo della Battaglia dedicato alla Prima Guerra Mondiale.

Se si segue il profilo della vallata, ripercorrendo la rotta della “Eroica Marathon”, si giunge a Follina, sede dell cistercense di Santa Maria, eretta su un precedente edificio benedettino nel XII secolo. Di pianta latina, custodisce la statua in arenaria della Madonna del Sacro Calice. Marita una tappa anche il borgo di Cison di Valmarino (parte del club dei Borghi pi belli d su cui svetta in alto il Castello Brandolini, raggiungibile con una funivia.

Poi, naturalmente,i paesaggi del vino: lungo le colline tra Conegliano e Valdobbiadene la natura a stregare gli obiettivi della macchina fotografica. Bellissima la vista da luoghi come Cartizze, Arfanta, Rolle e il vicino Molinetto della Croda. Proseguendo l da Rolle verso Conegliano, consigliata una piccola sosta per ammirare la Pieve di San Pietro di Feletto, risalente all secolo. Raffinati affreschi decorano gli interni a tre navate: quelli cinquecenteschi nella cappella di San Sebastiano, mentre il grande “Cristo Pantocratore tra la Vergine e San Pietro”, del XIII secolo, domina il catino absidale. Per chiudere l delle colline del Prosecco Docg ecco Conegliano, la citt del Cima di cui conserva, all del duomo, una delle opere pi importanti, la “Madonna in trono col Bambino tra Angeli e Santi”. Da non perdere la vicina sala dei Battuti, tutta affrescata. La citt ha alle spalle un castello che si pu raggiungere a piedi da piazza Cima.

Tra Conegliano e Treviso, infine, il Castello di San Salvatore (a Susegana), introduzione alla visita di Treviso, Asolo, la vicina Maser (dove si trova Villa Barbaro opera di Andrea Palladio e affrescata da Paolo Veronese) e Possagno, la citt natale di Antonio Canova, che ospita una gipsoteca e il suo meraviglioso Tempio.
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