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Lo dice la gdo in Italia, comunicando di attrarre giornalmente pi pubblico del prime time della televisione. Lo sottolineano all i guru del retail: i negozi sono piattaforme di comunicazione. Ma tali devono restare per i marchi, continuando per i consumatori l online, altrimenti nell definita sono destinati a chiudere.

Tra chi spinge per questa visione c il canadese (nella foto), e presidente di , advisor di marchi come Walmart, Home Depot, Disney, Bmw, Citibank, eBay, Intel e WestJet. Qualche giorno fa il manager ha aperto la sua presentazione a (il summit di the Business of Fashion) in Inghilterra con una cifra: 8.642. Ovvero il numero esatto di vetrine chiuse in anno negli Stati Uniti secondo quella che definisce l della al . motivo di questa situazione non un segreto: e nel 2016 l ha rappresentato un fatturato di 1.900 miliardi di dollari (1.600 mld di euro) nelle transazioni al ha detto, per il day la cinese Alibaba ha registrato vendite per 8,6 miliardi di dollari (7,3 miliardi di euro) in sole 24 ore. Anche nell della moda, lenta nell l Amazon diventer entro fine anno il primo venditore di abbigliamento negli Stati Uniti

Quella attuale viene definita da Stephens come fine dell dell Se l insomma ha forgiato le abitudini dei consumatori, dagli abbonamenti alla conversazione fino alla stampa 3D,
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i negozi fisici sono gli unici che devono fare ancora il grande passo.

mondo diventa sempre pi virtuale, ma le persone desiderano sempre pi esperienze fisiche. Di conseguenza, il negozio non morir ma per sopravvivere deve cambiare ha spiegato Stephens.

Il modello cui prendere spunto quello dei social e della comunicazione, per una semplice equazione: i media stanno diventando un punto , come denota l delle esperienze di prodotti online, i negozi devono diventare media ha sottolineato. sono al momento la forma di comunicazione pi potente, misurabile e gestibile che un marchio abbia a disposizione Di qui la necessit sa parte dei brand di non limitarsi a distribuire prodotti, ma vendere storie ed esperienze insieme.

Gli esempi di successo sono il rivenditore di scarpe australiano Sneakerboy, con code da stadio all e algide pareti con modelli da provare e tablet per fare acquisti all Poi ancora Apple, Sonos, Bandier, Nordstrom, dove si mette meno enfasi sullo shopping e pi su intrattenimento, ospitalit e comunit esperienze con gli amici sono ci che su Instagram va pi dei prodotti ha osservato Stephens. perch non fare coesistere le due cose in uno store? La formula della comunity riportata a scala reale, insomma, vince ed protagonista anche dell di chiusura del di : da un lato una slide con la fermata dell di Londra, rigorosa e tradizionale come la al di oggi. Dall una fermata a Montr con altalene stile parco.
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