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Mutamenti graduali, ma costanti e strutturali, nella composizione del tessuto sociale di zone dell perugino. Un percorso di integrazione e reciproca scoperta, denso di incognite, ma teso alla creazione di una società multi etnica e multiculturale, solida e pacifica. Sintomo della metamorfosi sociale in atto è l iniziativa di alcune edicole di Ponte San Giovanni che stanno sperimentando, da circa un mese, la vendita di quotidiani e periodici, in lingua, di paesi dell orientale. Ponte San Giovanni, come in molte zone d è cresciuto il numero degli extra comunitari provenienti da questi paesi, si stanno creando delle nuove comunità, quindi noi dobbiamo soddisfare anche questo tipo di domanda dice un edicolante, in via della Scuola. Possiedo i quotidiani bosniaci Avaz e e il settimanale bosna e il quotidiano macedone Makedonia Ho anche i quotidiani serbi e Javnosti e gli albanesi Shqiptare e Poi ci sono i russi e Per ora riesco a venderne 20, 25 al giorno, complessivamente Un altro edicolante invece, possiede testate ucraine e rumene iniziato la vendita solo da due settimane, e possiedo il quotidiano rumeno National il quotidiano ucraino Kurier e il settimanale ucraino La crescita del numero di cittadini extra comunitari, soprattutto provenienti dall dell con la formazione di comunità non autoctone, che si stanno innestando nel tessuto sociale, è un fenomeno confermato anche dai responsabili della Caritas di Ponte San Giovanni. anni conseguentemente ai conflitti nella ex Jugoslavia e alla caduta del Muro di Berlino spiega don Marino Riccieri è molto aumentata la presenza di cittadini dell orientale. La maggior parte degli stranieri, nella nostra zona, risultano essere albanesi, ex jugoslavi, rumeni e ucraini, o arabi, dell del Maghreb. Noi, come Caritas, nel complesso, ne abbiamo registrati circa 3000. Chiediamo un documento e la zona in cui abitano: molti risultano ubicati presso la zona della farmacia comunale, nelle case popolari presso l postale, o in via della Scuola, ma altri vengono anche da Assisi o Foligno. Molti, quando arrivano, si appoggiano a famigliari, parenti o amici. Vengono da noi per chiedere sostegno materiale o un lavoro, e molti, poi, lo trovano come facchini o muratori, le donne, come badanti. Noi, come Caritas, oltre all di medicinali e al pagamento di bollette di acqua e luce, per chi ha difficoltà, organizziamo anche una distribuzione di viveri e vestiti, il primo e il terzo giovedì di ogni mese: formaggi, pomodori, riso, pasta, zucchero e latte, lenzuola, biancheria, giocattoli, scarpe, e abiti, spesso, quasi nuovi. Quelli che vengono, devono essere registrati, e per ognuno, si segna la data e gli oggetti presi. I generi alimentari distribuiti, di solito, sono rimanenze di magazzino di alcune industrie umbre, o del centro Italia, o sono stati raccolti presso i parrocchiani
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