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Nel negozio Converse di New York la cosa pi economica che si pu trovare non si mette ai piedi. Ma, meglio di un paio di scarpe, ti porta alla scoperta della citt e di tutto quello che pu offrire senza spendere un dollaro. Nel grande store di SoHo, al numero 560 di Broadway, tra le storiche calzature di tela, c’ un libro, 340 pagine di consigli per vivere per godersi la Grande Mela senza toccare il portafoglio (dopo averlo tirato fuori un’ultima volta, per pagare i 17 dollari della guida).

Free e Dirt Cheap (New York gratis e ‘da due soldi’) divisa per tipo di attivit e zone. Sfogliando le pagine si scopre una citt a portata di mano, in cui l’offerta culturale e di attivit a costo zero compensa le ingenti spese a cui ci si deve rassegnare per permettersi un affitto: da quello, non c’ guida che tenga, non si scappa. Le possibilit variano dall’ingresso ai pi importanti musei, alla scoperta di oasi naturali e aree ‘selvagge’ della citt alla possibilit di sedersi su un kayak e risalire l’Hudson River con lo sguardo da pionieri (questo dipende dallo spirito di immedesimazione!).

mia dammi cento lire che in America voglio andar! cantavano gli italiani che sognavano di approdare a Ellis Island. In effetti una monetina pu bastare per entrare nei musei ad offerta libera, come il Metropolitan Museum, dove anche se il costo ‘suggerito’ del biglietto di 25 dollari, l’entrata garantita qualsiasi sia l’offerta del visitatore. La stessa politica adottata il sabato pomeriggio all’ingresso del Guggenheim Museum, a partire dalle 17:45 fino alla chiusura. Anche nel caso, remoto, non ci siano in corso mostre che possono interessare, vale la pena entrare per vedere dall’interno la straordinaria architettura a spirale di Frank Lloyd Wright, con la quale da mezzo secolo si misurano i maggiori artisti del mondo. Se si pronti a sopportare una probabile coda, il venerd si entra gratis anche al MoMA, alle 16 alle 20, mentre il gioved sera la volta del New Museum, l’incubatore dell’arte contemporanea nel Lower East Side, dalle 19 alle 21. Oltre ad essere un’occasione per visitare le maggiori collezioni e esposizioni del mondo, l’entrata gratis pu essere un ottimo incentivo anche per visitare musei e istituzioni fuori Manhattan. Il primo sabato del mese per esempio il giorno del Brooklyn Museum: la sera, dalle 17 alle 22, oltre a scoprire una collezione varia e insolita, si ritrova l’atmosfera di un quartiere multiculturale, creativo, aperto al nuovo e forte di una vivace tradizione come Brooklyn.

Oltre ai musei, per scoprire la scena artistica newyorkese, niente pi interessante, e gratis, di un giro per le gallerie di Chelsea il gioved sera (il giorno in cui tradizionalmente inaugurano le nuove mostre: su questa pagina dell’Observer spesso si trovano buoni consigli), o di una gita nel quartiere di Bushwick, a Brooklyn, in occasione degli studios degli artisti. Periodicamente, infatti, i molti e giovani artisti che vivono e lavorano nel quartiere, aprono le porte dei loro laboratori creativi a chiunque voglia visitarli. Uno dei luoghi pi interessanti da esplorare l’istutito di residenze ISCP, che ospita, ciclicamente, un gruppo internazionale di artisti mettendo loro a disposizione spazi e strumenti per portare avanti la loro ricerca e realizzare nuove progetti.

Consumata la dovuta dose di cultura, il caso di dedicarsi alla natura, che,
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fortunatamente, acora alla portata di tutti. Una passeggiata sull’High Line, una corsa a Central Park, o un attimo di contemplazione a Battery Park non costano nulla, ma quando il contatto con la natura assume un carattere avventuroso la soddisfazione doppia. Uno dei luoghi di New York dove la natura prende il sopravvento l’enorme cimitero di Green Wood, una distesa verde di circa 2 km quadrati situata non lontano dall’aeroporto di JFK. Ospita pi di 600 mila tombe, tra cappelle, mausolei e lapidi, che onorano la meritata pace di veterani di guerra, padrini mafiosi, politici e personalit della storia americana. I rumori della citt restano fuori dalla monumentale entrata (a parte qualche areo in fase di decollo o atterraggio), e in compenso ci si pu imbattere nel verso del parrocchetto verde, una specie di pappagallo che ha popolato il parco da quando, nel 1980, si rotta una cassa contenente alcuni esemplari al vicino aeroporto. Dall’altra parte della citt a nord di Harlem, c’ un’altra oasi naturale, il parco di Inwood, dove sembrano ancora aggirarsi i fantasmi degli indiani nativi che nel 1600 abitavano l’isola di Manhattan, e dove si pu provare l’ebbrezza di respirare a pieni polmoni a pochi isolati dalla jungla urbana pi affollata d’America. Le avventure, ancora pi esotiche, continuano, tra gorilla del Congo e tigri di montagna, nel Bronx, nell’enorme e storico zoo che il mercoled sera sospende la vendita dei biglietti e apre gratuitamente le porte ai visitatori.

Anche i fiumi offrono esperienze a costo zero. Nel dubbio su quale traghetto prendere per ammirare da vicino al Statua della Libert l’opzione pi conveniente la Staten Island Ferry, una barca che effettua servizio di trasporto pubblico tra l’estrema punta sud di Manhattan e Staten Island, il quinto, e pi sconosciuto, borrough di New York. E’ gratuito, e come gli altri mezzi pubblici della grande Mela, viaggia 24 ore su 24. Ma invece che una monotona vista sulle pareti dei tunnel sotterranei, offre uno sguardo ravvicinato sull’ iconica statua, su Ellis Island e sui grattacieli di Wall Street. Un panorama senza prezzo. Ancora pi avventurosa, ma stagionale, la possibilit di salire su un kayak e risalire il fiume Hudson. La rivale di Singapore punta a prendere il controllo, con una maggioranza semplice, del consiglio di amministrazione del produttore Usa di microprocessori avendo candidato sei persone. Così facendo, Broadcom sarebbe in una posizione di forza per portare avanti un takeover da 142 miliardi di dollari (debito incluso), il più grande di sempre nel settore tecnologico. Intanto, sull’asse Washington Bruxelles montano le preoccupazioni per l’operazione.

Originalità e prezzo giusto, uniti alla disponibilità di investire, non solo denaro ma anche tempo. Sono questi gli ingredienti essenziali per le aziende agroalimentari italiane che vogliono andare alla conquista di mercati stranieri. Parola di Lorenzo Zurino, fondatore e Ceo di The One Company, società che fornisce sostegno alle società dell’agroalimentare del nostro Paese che intendono trovare sbocchi o aumentare la loro penetrazione nel mercato americano. Di origini sorrentine, ma trapiantato tra Milano e New York, Zurino ha parlato ad America24 a margine di “Food and restaurants for tomorrow”, convengo ospitato alla Casa Italiana Zerilli Marimò della New York University.

Dopo avere riacceso venti di guerre commerciali, Donald Trump ha rispolverato l’idea di una tassa sulle importazioni già ventilata all’inizio del suo governo. Essa rischia di aumentare la tensione con i partner commerciali degli Stati Uniti, già sul piede di guerra in vista dell’introduzione di dazi su acciaio e alluminio e successivamente all’entrata in vigore lo scorso gennaio di tariffe su pannelli solari e lavatrici. Il 45esimo presidente americano che tanto si è vantato dei record messi a segno dagli indici a Wall Street nel 2017 (migliore anno dal 2013) e a gennaio,
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sembra infischiarsene del sell off che le sue iniziative protezionistiche stanno causando.