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C’è un filo conduttore nella vita di Michele Mazzocco, 33enne vicentino: è l’attenzione verso un’alimentazione sana e corretta. Michele, infatti, è stato un calciatore professionista, ha militato in Serie C e mangiare bene è stato indispensabile per le sue performance sportive. E anche oggi la qualità del cibo è al centro del suo lavoro: appese al chiodo le scarpe da calcio, Michele si è iscritto al corso in Scienze e tecnologie alimentari a Udine, nel 2007 si è specializzato con lode a Padova e ora, dopo diverse esperienze professionali, lavora nel settore sviluppo e ricerca di Linea Gel, un’azienda specializzata nella produzione di semilavorati per gelateria. “Sono soddisfattissimo di quello che ho fatto racconta e ai più giovani consiglierei di seguire il mio percorso universitario, che offre buone possibilità lavorative”.

“Ho sempre coltivato una mia personale passione verso gli argomenti inerenti la nutrizione e in particolare la qualità e la composizione degli alimenti. Così mi sono iscritto alla triennale presso la facoltà di Agraria, che rappresenta il requisito per poter accedere alla laurea magistrale in Scienze e tecnologie alimentari”.

Come giudichi la tua esperienza universitaria?

“Buona, in entrambe le facoltà. Sia a Udine sia a Padova dove ho conseguito la specializzazione, i docenti erano molto disponibili e preparati, ho percepito un’atmosfera aperta nei confronti degli studenti. A Padova però c’erano più concorsi e più occasioni per ottenere borse di studio”.

Hai vissuto nove mesi in Spagna per l’Erasmus. Che esperienza è stata?

“In Spagna ho trovato un’atmosfera molto diversa da quella del nostro paese. La mentalità è molto più aperta, all’Università ci sono molte più risorse per la ricerca, più aule e una migliore organizzazione. La Spagna offre anche svariate opportunità sul piano della vita sociale, sia di giorno che di notte, ma io ho avuto troppo da studiare e lavorare per poterne godere fino in fondo”.

Invece che cosa hai fatto nei sette mesi tra Irlanda e Stati Uniti?

“In Irlanda sono andato prevalentemente per perfezionare la conoscenza della lingua inglese ed è stata un’esperienza piacevole. Negli Stati Uniti, invece, ho fatto volontariato per quattro mesi in una scuola elementare e media a New York. Non venivo pagato, ma vitto e alloggio erano gratis. In ogni caso, le mie esperienze in questi due paesi erano principalmente dedicate ad una migliore conoscenza dell’inglese, ma quando è stato possibile ho cercato, come negli Usa,
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di fare anche qualcosa di utile.”

Durante gli studi avevi già un’idea ben precisa di quello che avresti fatto dopo?

“Mi sono sempre interessato alla ricerca in campo alimentare, ma sapendo in anticipo le difficoltà che avrei trovato a inserirmi e lavorare nell’ambiente accademico, ho puntato sin da subito al mondo delle imprese, che offrono maggiori possibilità”.

E hai avuto difficoltà a trovare lavoro?

“Per fortuna ho iniziato a lavorare subito dopo la laurea. Il mio primo incarico è stato presso il dipartimento ricerca e sviluppo della Zuegg, poi sono passato in Cameo con lo stesso incarico. Ho avuto anche una breve parentesi lavorativa nel settore tecnico commerciale della Imcd, una multinazionale che si occupa della distribuzione e della vendita di ingredienti e additivi alimentari, prodotti chimici ed eccipienti farmaceutici, ma ben presto mi sono reso conto che l’innovazione, la ricerca e lo sviluppo sono gli ambiti che professionalmente mi stimolano e appagano di più, tant’è che adesso sono responsabile del settore ricerca e sviluppo di Linea Gel, dove mi occupo anche di assicurazione qualità. Inoltre, proprio in questi giorni sto concludendo un corso executive in ‘Innovation, research development” presso la fondazione Cuoa di Altavilla Vicentina”.

Quali opportunità lavorative ci sono per chi segue il tuo percorso di studi ?

“Partendo dal presupposto che attualmente si può guardare solo alle aziende private, le maggiori opportunità arrivano dai settori della ricerca, dello sviluppo e del controllo di qualità. Qualche possibilità c’è anche per i responsabili di produzione e per chi conseguisce il titolo professionale di tecnologo alimentare, che è sicuramente un plus”.

E come si fa a diventare tecnologi alimentari?

“In base all’attuale normativa, il titolo spetta oggi ai soli laureati in Scienze delle preparazioni Alimentari e in Scienze e tecnologie alimentari, che abbiano superato l’esame di Stato e siano iscritti all’Ordine dei Tecnologi alimentari nella Regione in cui hanno il domicilio professionale. L’iscrizione all’Albo è obbligatoria per esercitare la libera professione di tecnologo alimentare”.

Sei soddisfatto del tuo percorso universitario e professionale?

“Sono soddisfattissimo di quello che ho fatto, tanto che mi sentirei di suggerire il mio percorso universitario anche ai più giovani. Penso infatti che la specializzazione in Scienze e tecnologie alimentari possa offrire buone prospettive professionali. Servono però impegno e una buona dose di passione: la cosa più importante non è studiare per passare l’esame, ma trovare un modo di appassionarsi alla materie di studio, se no tutto diventa più difficile e faticoso. Inoltre consiglio di studiare bene le lingue e di cercare di fare stage e tirocini durante gli studi. Anche una tesi di laurea sperimentale, magari in inglese, è sempre ben apprezzata in fase di colloquio e di sicuro arricchisce il proprio curriculum. Almeno, questa è la mia esperienza”.

Cosa pensi di AlmaLaurea?

“E’ un’ottima iniziativa, anche se viene spesso sottovalutata dai laureati. Per quanto mi riguarda spesso le ditte che mi hanno contattato per lavoro mi hanno detto che avevano individuato il mio curriculum per la prima volta proprio su AlmaLaurea”.
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